Rossano 2011


A fine Maggio ho spedito il form di iscrizione per il concorso "profumi d'oriente" di Rossano. 
Due giorni fa la telefonata da parte della responsabile per avvisarmi che il mio quilt è stato ammesso. 
Oggi pomeriggio il corriere è passato a prendere il pacco che ora è in viaggio verso l'altro capo d'Italia.

Ma parliamo un po' di questo concorso, di cio che mi ha insegnato... perchè me ne ha date tante di lezioni.

Lezione 1: Legge dell'ispirazione
Se devi fare un pezzo contemporaneo ti verranno in mente solo quilt tradizionali.
Il concorso "Profumi d'oriente" si articola in due anni, nel 2011 concorrono i quilt contemporanei, nel 2012 i tradizionali. Ecco perchè dovevo fare un contemporaneo, che per altro è pane per i miei denti.
Di solito.
Invece stavolta più ci pensavo e più mi saltavano in mente modelli strettamente tradizionali. Tutti buoni per il prossimo giro, per carità, ma per trovare un'idea per questo ho faticato non poco.
Ho imparato a non dare per scontata la mia vena creativa dominante.

Lezione 2: Un concorso è come un libro, non va giudicato dal titolo.
Quando ho letto il titolo mi son detta "FIGO!" e non c'ho pensato due volte ad iscrivermi.
Poi la tragedia... trovare un tema significativo. Per me almeno. Io non sono capace di cucire cose a caso su una tela e poi dare un nome scelto apposta per rendere il quilt in qualche modo attinente al tema.
No.
Io devo partire con un concetto in testa, il mio lavoro diventa porre in forma visiva un'idea astratta.
E stavolta mi son trovata in difficoltà, forse, perchè io l'oriente non l'ho mai vissuto granchè personalmente. E quel poco che ho vissuto volevo tenerlo per me.
Ho imparato quindi il significato profondo del detto "parla (scrivi/dipingi/quilta/etc) solo di cio che conosci".
Ed ho imparato che il fatto che un tema di piaccia non comporta necessariamente che io abbia qualcosa di profondo da dire su quel tema.

Lezione 3: Idea banale marcisce in fretta
Dato che io cerco sempre di dire qualcosa coi miei quilt, e tento di far si che sia qualcosa di vero, le idee banali con me han vita breve.
Per questo per questo concorso ho sviluppato 3, dico TRE, idee, con tanto di progetto, prove colore etc. 
Le ho sviluppate in sequenza, scartandole tutte una dopo l'altra dopo qualche giorno d'amore.
Le ho scartate perchè erano idee nate per il pubblico, non per me. Per compiacere altri non la sottoscritta.
L'ultima idea è andata oltre la fase progettuale sia perchè oramai non c'era più tempo di cambiare idea, sia perchè tra tutte era la più personale, quindi quella con una possibilità in più di veder la luce perchè parlava di me.
Ho quindi imparato che è inutile perder tempo a progettare idee che non si sentono "giuste" solo perchè teoricamente potrebbero incontrare il favore del pubblico.

Lezione 4: Murphy docet - se qualcosa può andar male lo farà
La nascita di questo quilt è stata travagliata. Tutto quello che poteva andare non dico male ma diversamente dai piani lo ha fatto.
L'acrilico che in teoria dovrebbe aggrapparsi alla stoffa e non lasciarla più nemmeno pagato, e in effetti così ha sempre fatto nella mia esperienza... stavolta invece si è scrostato al risciacquo. (mea culpa, ero convinta di aver lavato la stoffa di fondo appena comprata invece evidentemente no così l'acrilico in alcuni punti non è penetrato nella stoffa a causa della finitura)
Ci sono 3 medaglioni che dovevano essere ben allineati... in realtà uno dei tre è posizionato un pelo più un alto degli altri... e gli manca una fogliolina -_-
Il colore scelto per il trapunto dava un bell'effetto nella prova, fatto sul quilt da un effetto totalmente diverso, dei due colori scelti uno è risultato troppo visibile e l'altro troppo invisibile.
Senza contare poi il filo che ovviamente finisce sul più bello la domenica nel primo pomeriggio quando oramai è tutto chiuso e nulla riapre prima di lunedi pomeriggio (e notare che era los tesso lunedi in cui scadeva il termine per l'invio delle foto -_-
Ho quindi imparato che:
- Non si deve mai iniziare un lavoro con meno di 400mt di filo
- Per quante prove si facciano il risultato su scala maggiore darà un effetto diverso
- La tecnica più collaudata fallirà miseramente sul pezzo più importante
- Non devo dare per scontato di aver lavato della stoffa. Nel dubbio rilavala. Nella certezza... rilavala lo stesso!
E sopratutto: Nella nostra mente ci creiamo un'idea tanto perfetta ed idealizzata del risultato che vogliamo ottenere che qualsiasi cosa faremo non saremo mai soddisfatti ed il minimo imprevisto sembra una tragedia.

Lezione 5: Non tutto il male viene per nuocere
Leggendo il punto sopra potreste pensare che il mio quilt sia una disastro totale. Al primo imprevisto lo pensavo anche io (per la suddetta teoria dell'idealizzazione del progetto).
Ma poi è successo qualcosa. Man mano che lavoravo e che capitavano imprevisti mi son trovata a far pian piano conoscenza con il mio quilt. 
E ad apprezzarlo per quel che è.
Le parti di pittura imperfetta? Danno in realtà un look un po' vintage che sta benissimo, sono ora le parti che mi piacciono di più, anche perchè rendono proprio l'idea dell'antico, che con l'oriente calza a pennello.
La trapuntatura che si vede qua troppo e la troppo poco? In realtà questo si nota solo da vicino, gia a due passi di distanza quel che si vede è un effetto di marmorizzazione dello sfondo che sta un amore, risulta decorativo senza essere invadente.
Ed il medaglione disallineato e senza una fogliolina? E' l'unica vera imperfezione... Ma tanto sapete gia tutti cosa dicevano le Amish no? :p E a ben vedere in realtà nemmeno lui mi spiace.
Ho imparato quindi che a volte un imprevisto non rovina l'idea originale, la migliora anzi. Solo che per vedere questo miglioramento si deve metter da parte la famosa idea perfettissima nella nostra mente.
Non è sempre facile.
Inoltre ho imparato che a volte una imperfezione non rovina il lavoro, lo rende solo più interessante. A volte se non la si fa notare la gente nemmeno la vede.
E sopratutto ci si può divertire a chiede a tutti "trova l'errore" (per inciso ho fatto questo giochino a varie persone e NESSUNO si è accorto della fogliolina mancante eheh)

Ora il quilt è partito e verrà esposto, con gli altri partecipanti al concorso, dal 1 al 7 luglio a Torre S.Angelo di Rossano (CS), ma io non potrò mostrarvi foto fin dopo la mostra.

Ci sono grandi quilter in questa edizione e sinceramente, dato che sono obiettiva, non credo che avrò grandi possibilità di vincere quest'anno. 
Ma in ogni caso per tutto quello che ho imparato penso sia comunque una piccola vittoria personale sulla mia parte perfezionista e castrante.

E poi chissà, magari alla giuria piacerà.
Si sa che io sono ipercritica :p


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Commenti (4) -

Linda Laird
10/06/2011 04.43.18 #

Dear Silvia,
Great post about your creative process--how true, how true!

Can't wait to see the quilt.  Good luck with the judging.

Linda Laird
San Diego, CA

OrkaLoca
10/06/2011 12.21.06 #

Thank you Linda, I know I'm not the only one who struggle with all these issues and sometimes talk about it helps to focalize Smile
I'm happy with all these lessons. And that I have had them now that I'm still at the "beginning" of my quilting life Smile

Elena
10/06/2011 23.13.42 #

Scusa Orka la domanda stupida: come si fa a notare un errore ( la mancanza della foglolina)di qualcosa che era nella tua testa prima di diventare un quilt? Mancanza di simmetria?

OrkaLoca
11/06/2011 08.47.49 #

Elena si, in questo caso si.
Oppure se un elemento è ripetuto si nota la differenza con gli altri.
Nel mio caso entrambe le cose :p

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