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Il Blog di OrkaLoca

Maestrineggiare: esibizionismo o dovere sociale?

by orkaloca December 9 riflessivando

Allora... che io sia una maestrina dentro lo so, me lo sento dire da che ero ragazzina, lo accetto, non vedo che ci sia di male e mi piace pure.
Tanto che quando mi dicono "non far la maestrina" penso "io non FACCIO la maestrina... io lo SONO" :p
E' lo scotto che si paga ad avere una passione per la divulgazione, letteralmente "rendere noto a tutti", unita a una cultura generale piuttosto ampia specie nei campi scientifici. (gli umanistici no, io e storia e letteratura stiamo su due pianeti diversi).

Quando si ha questa innata propensione alla divulgazione non si può fare a meno di spiegare le cose. E due scenari sono possibili:
1) Spieghi a gente interessata per rispondere a domande o chiarire dubbi, comunque gente che vuole acquisire nuove conoscenze: allora sei una grande, una che condivide.
2) Spieghi la stessa cosa con le stesse parole a qualcuno che non gliene frega niente di chiarirsi un dubbio o imparare una cosa nuova: Allora sei una maestrina. Specialmente se spieghi perchè la tal persona ha torto.

In tanti casi, del primo e secondo scenario, potrei evitare di maestrineggiare, a volte sono anche tanto brava da trattenermi.
Ma ci sono volte che proprio non ce la faccio. Volte in cui ritengo che smontare una concezione sbagliata non sia solo uno sfoggio di cultura ma un preciso dovere sociale. Questo avviene quando l'informazione che so essere sbagliata può essere potenzialmente pericolosa.

Voglio dire, se pippo stesse per mandare suo figlio ad attraversare un ponte, convinto che sia sicuro, e voi sapeste che il ponte non è sicuro, non interverreste forse in ogni modo per convincerlo, fosse anche necessario sfoderare uno studio architettonico?

Ecco questo è in pratica esattamente cio che mi è capitato tra ieri e oggi.

La persona A dice di avere il bimbo con l'acetone.
Io commento con un po' di ironia, ben sapendo che non c'era bisogno in quanto la persona A è assai preparata: "vai di coca cola".
A ribatte dicendo che ha gia dato acqua e zucchero.
(dubito che qualche mio lettore abbia bisogno di spiegazioni ma nel caso... questi sono interventi corretti nel primo approccio all'acetone nei bimbi)

Interviene la persona B, mamma anche lei, dicendo che no assssolutamente non va dato zucchero, che lo zucchero causa l'acetone, che la coca aiuta ma non per lo zucchero ma perchè chissà cosa contiene. (Aggiungerei che di certo c'entrano le scie kimike.)
E continua dicendo che quando ce l'ha avuto lei l'acetone i medici le hanno aumentato la dieta ma mica le han dato lo zucchero! 

Ora, a me sinceramente l'idea che una madre di bimbo piccolo possa avere questa idea così totalmente errata non fa arrabbiare... mi fa paura proprio.
Perchè se a questa persona capiterà il bimbo con l'acetone, si guarderà bene dal somministrare quel che serve in prima istanza, lo zucchero, e magari invece che chiamare al volo il pediatra penserà di poter fare da se basandosi sulla sua pregressa esperienza... e gli aumenterà il cibo... vai tesoro mangiati queste due bistecchine e il formaggino.
Risultato? La situazione peggiora e dal bimbo con un inizio di acetone al bimbo che si vomita l'anima o al pronto soccorso in coma il passo è breve.

Tutto perchè? Perchè non ha avuto, nè ha cercato, una informazione corretta a riguardo di un argomento BASILARE (a mio avviso) riguardo i bambini. Inoltre applicherà male un rimedio che a lei è stato dato in una situazione completamente diversa (adulto a dieta) perchè non ne ha assolutamente capito il motivo. O non le è stato spiegato.

In una situazione così, mi spiace, non sono riuscita a trattenermi e son partita, ho sfoderato la mia matita dalla punta rossa e ho fatto alla suddetta uno spiegone sul come e perchè dell'acetone infantile, diabetico, da dieta e sul perchè a lei avessero aumentato la dieta.
Io ho fatto per l'ennesima volta la maestrina antipatica, ma ritengo che in questo caso fosse un mio preciso dovere morale farlo. Ho visto una situazione di potenziale pericolo e non ho inteso stare a guardare.

E permettetemi di dire che se qualcuno ogni tanto facesse di più il maestrino, o magari scendesse dall'olimpo e spiegasse alle persone perchè attua certe cure, forse non dovrei fare la maestrina antipatica io (o altri).


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