Acqua & Mare
Il Blog di OrkaLoca

Maestrineggiare: esibizionismo o dovere sociale?

by orkaloca December 9 riflessivando

Allora... che io sia una maestrina dentro lo so, me lo sento dire da che ero ragazzina, lo accetto, non vedo che ci sia di male e mi piace pure.
Tanto che quando mi dicono "non far la maestrina" penso "io non FACCIO la maestrina... io lo SONO" :p
E' lo scotto che si paga ad avere una passione per la divulgazione, letteralmente "rendere noto a tutti", unita a una cultura generale piuttosto ampia specie nei campi scientifici. (gli umanistici no, io e storia e letteratura stiamo su due pianeti diversi).

Quando si ha questa innata propensione alla divulgazione non si può fare a meno di spiegare le cose. E due scenari sono possibili:
1) Spieghi a gente interessata per rispondere a domande o chiarire dubbi, comunque gente che vuole acquisire nuove conoscenze: allora sei una grande, una che condivide.
2) Spieghi la stessa cosa con le stesse parole a qualcuno che non gliene frega niente di chiarirsi un dubbio o imparare una cosa nuova: Allora sei una maestrina. Specialmente se spieghi perchè la tal persona ha torto.

In tanti casi, del primo e secondo scenario, potrei evitare di maestrineggiare, a volte sono anche tanto brava da trattenermi.
Ma ci sono volte che proprio non ce la faccio. Volte in cui ritengo che smontare una concezione sbagliata non sia solo uno sfoggio di cultura ma un preciso dovere sociale. Questo avviene quando l'informazione che so essere sbagliata può essere potenzialmente pericolosa.

Voglio dire, se pippo stesse per mandare suo figlio ad attraversare un ponte, convinto che sia sicuro, e voi sapeste che il ponte non è sicuro, non interverreste forse in ogni modo per convincerlo, fosse anche necessario sfoderare uno studio architettonico?

Ecco questo è in pratica esattamente cio che mi è capitato tra ieri e oggi.

La persona A dice di avere il bimbo con l'acetone.
Io commento con un po' di ironia, ben sapendo che non c'era bisogno in quanto la persona A è assai preparata: "vai di coca cola".
A ribatte dicendo che ha gia dato acqua e zucchero.
(dubito che qualche mio lettore abbia bisogno di spiegazioni ma nel caso... questi sono interventi corretti nel primo approccio all'acetone nei bimbi)

Interviene la persona B, mamma anche lei, dicendo che no assssolutamente non va dato zucchero, che lo zucchero causa l'acetone, che la coca aiuta ma non per lo zucchero ma perchè chissà cosa contiene. (Aggiungerei che di certo c'entrano le scie kimike.)
E continua dicendo che quando ce l'ha avuto lei l'acetone i medici le hanno aumentato la dieta ma mica le han dato lo zucchero! 

Ora, a me sinceramente l'idea che una madre di bimbo piccolo possa avere questa idea così totalmente errata non fa arrabbiare... mi fa paura proprio.
Perchè se a questa persona capiterà il bimbo con l'acetone, si guarderà bene dal somministrare quel che serve in prima istanza, lo zucchero, e magari invece che chiamare al volo il pediatra penserà di poter fare da se basandosi sulla sua pregressa esperienza... e gli aumenterà il cibo... vai tesoro mangiati queste due bistecchine e il formaggino.
Risultato? La situazione peggiora e dal bimbo con un inizio di acetone al bimbo che si vomita l'anima o al pronto soccorso in coma il passo è breve.

Tutto perchè? Perchè non ha avuto, nè ha cercato, una informazione corretta a riguardo di un argomento BASILARE (a mio avviso) riguardo i bambini. Inoltre applicherà male un rimedio che a lei è stato dato in una situazione completamente diversa (adulto a dieta) perchè non ne ha assolutamente capito il motivo. O non le è stato spiegato.

In una situazione così, mi spiace, non sono riuscita a trattenermi e son partita, ho sfoderato la mia matita dalla punta rossa e ho fatto alla suddetta uno spiegone sul come e perchè dell'acetone infantile, diabetico, da dieta e sul perchè a lei avessero aumentato la dieta.
Io ho fatto per l'ennesima volta la maestrina antipatica, ma ritengo che in questo caso fosse un mio preciso dovere morale farlo. Ho visto una situazione di potenziale pericolo e non ho inteso stare a guardare.

E permettetemi di dire che se qualcuno ogni tanto facesse di più il maestrino, o magari scendesse dall'olimpo e spiegasse alle persone perchè attua certe cure, forse non dovrei fare la maestrina antipatica io (o altri).


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Riflessione odierna: il gatto di Shroedinger

by orkaloca July 27 riflessivando

Parto con uno spiegone per chi è meno nerd di me e non sa chi sia shroedinger :)

Shroedinger era un fisico e matematico tedesco, uno di quelli che siccome non ha niente di meglio da fare ti vince un nobel con le sue elucubrazioni di fisica quantistica, equazioni d'onda e altre cose che solo a nominarle mi si annodano lingua e neuroni.
Ebbene questo signore è noto per lo più per un esperimento con un gatto. L'esperimento era teorico, cioè solo una elucubrazione mentale, non l'ha mai fatto davvero:

Prendiamo un gatto, diceva il buon Shroedy, e mettiamolo in una scatola. Nella scatola mettiamo anche una fiala con del veleno e una particella di una sostanza radioattiva che nell'arco di un'ora ha una possibilità del 50% di decadere. Cioè o decade o no. Se la particella decade si aziona un meccanismo che rompe la fiala col veleno che uccide il gatto. Chiudiamo il tutto nella scatola.
Dopo un'ora la particella radioattiva può essere decaduta, ma anche no. Per le leggi della fisica quantistica in realtà la particella può essere contemporaneamente decaduta e non decaduta, di conseguenza la fiala può essere rotta o non rotta. In definitiva se le leggi della fisica quantistica potessero essere applicate al mondo materiale, nella scatola ci sarebbe un gatto contemporaneamente vivo E morto. il che ovviamente è un paradosso.

Shroedy s'è inventato tutta sta storia per dire che le leggi della meccanica quantistica valgono per le particelle subatomiche ma non per il mondo macroscopico.
Si vede che in quel periodo non aveva la fidanzata, che devo dirvi.

Ora che avete idea di cosa sia il "gatto di shroedinger" provate a farvi un giro su google immagini cercandolo (click QUI) troverete un mondo di vignette umoristiche, alcune davvero spassose, e magliette e tazze e ... insomma tutto cio che un nerd può desiderare.

Sospetto che la cosa sia divertente sopratutto perchè l'esperimento è teorico e alquanto balzano, quindi di per se divertente per via del gatto vivo E morto, e poi nessun gatto ci ha mai rimesso davvero le penne.

Un altro esperimento sul quale si sbizzarrisce la fantasia di fumettari, memeisti e creatori di oggettistica è "il cane di Pavlov"

Altro spiegone per chi non sa chi sia Pavlov, anche se penso lo sappiano pure i sassi.
Pavlov era un fisiologo, medico ed etologo (si all'inizio del '900 potevi ancora essere di tutto e aver credito per tutto, provaci ora). Siccome nemmeno lui sapeva cosa fare nei weekend, decise di vincere un premio nobel, così, tanto per. Lo vinse per gli studi sul riflesso condizionato.

Ma si dai che li conoscete tutti i suoi studi, si insegnano ai bambini... pavlov aveva un cane. Ogni volta che gli dava da mangiare faceva suonare una campanella. Dopo un po' il cane associava la campanella al cibo in arrivo così iniziava a sbavare anche al solo suono della campanella, senza che ci fosse cibo in vista.
Carino no?

Tanto carino che, come ho detto, ci han fatto pure le vignette. (QUI)

Ecco no! Carino un par di palle. Carino finchè vi dicono la favoletta in versione "per bimbi"
Perchè la realtà è ben diversa.
Credete forse che per misurare la saliva pavlov si mettesse a raccogliere candelotti di bava dalle labbra canine? eddai figuriamoci, lui la fidanzata evidentemente l'aveva, mica aveva tempo da perdere a raccattare bava.

Lui, che era interessato a raccogliere e misurare saliva e succhi gastrici (gia questo non ve lo dicono mai) ricorreva alla fistola chirurgica. Un bel buco, cioè, che permette la visione diretta dell'interno di un organo, ad esempio lo stomaco, o della funzionalità di una ghiandola come le salivari. E se ci metti un piccolo imbutino dentro e un rubinettino puoi convogliare all'esterno saliva o succhi gastrici e raccoglierli con un tubetto in un barattolo.
E per non far che il cane si levi questi tubetti? Si lega, che domande.

Carino l'esperimento del cane di pavlov vero?

Però siam sempre li, la gente crede a quel che gli si dice, non si fa domande, non approfondisce, e l'esperimento di pavlov ridotto ai minimi termini, alla favoletta, diventa base per simpatici fumetti, meme e barzellette. (Pavlov entra in un bar, all'improvviso suona un campanello, pavlov scatta in piedi ed esclama "cavolo ho dimenticato di dar da mangiare al cane!")

Chiariamo, non intendo dire che non siano divertenti, lo sono, piacciono pure a me, pur sapendo la verità. Però mi chiedo se ce ne sarebbero così tanti se la gente sapesse.


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Ne ferisce più la penna della spada

by orkaloca December 2 riflessivando

Nel mio caso ne ferisce più un sms da meno di 160 caratteri... ma non una ferita cattiva, una di quelle punzecchiature che però ti fan riflettere e ti riportano un attimo coi piedi al suolo.
La cosa bella è che questo effetto non era intenzionale, chi mi ha scritto "ciao, visto che ormai il tuo blog è fermo e a me manca il tuo modo di essere, ti ho inviato amicizia su fb..." certo non immaginava di innescare una cascata di pensieri degno delle migliori notti insonni.

Ho dunque avviato un'interrogazione neuronale per tentare di dare una risposta a una singola semplice domanda: Perchè ho smesso di bloggare?

No, non sto a raccontarvi la favola del non ho tempo e dell'invasione di cavallette... c'è qualcosa di più, ma che in effetti fino a ora non avevo ben messo a fuoco. Una serie di eventi di per se piccoli che però sommati han portato a questo.

Anzitutto mi son ritrovata a non sentirmi più libera di scrivere sul mio blog le cose che avrei veramente voluto scriverci. Ogni volta che mi veniva in mente un bel post grondante acidume in pieno orka-style mi ritrovavo a pensare che lo avrebbe potuto leggere tizio o caio, e magari si sarebbero risentiti, cosa che, diciamolo, nella mia acidità non mi tange, ma magari ci sarebbe stato da discutere, e questo nella mia pigrizia non mi va. Non ho più voglia di far discussione per stronzate. Così finivo per rinunciare al post acido.

Poi mi son allontanata dai blog che seguivo, per un motivo molto semplice e stupido: mi è morto il feedreader. E non sono riuscita a trovare un degno sostituto. Così son passata dal seguire decine di blog a non seguirne più nemmeno uno. I blog vivono di scambio, io visito te, tu visiti me, e questo è stato un ulteriore passetto.

Poi ci si è messo facebook. Facebook è una trappola e nemmeno ce ne si accorge. Dopo i primi momenti di disorientamento si cade nella maglia del microblogging. Post rapidi ed essenziali, tre righe in croce, facile e veloce. Mooolto più facile che aprire l'editor del blog, scrivere un post, pubblicarlo... FB sta ai blog come le digitali punta-e-scatta stan alle reflex. Comode, carine, ma la reflex (il blog) è tutta un'altra cosa.
FB è anche un ammazza-neuroni e ammazza-personalità. Alla fine ci si ritrova a condividere le stesse immaginine che condividono gli altri, e a subire le condivisioni più o meno idiote delle conoscenze in comune. E' praticamente una piattaforma da catena di sant'antonio, dove tutti condividono di tutto in attesa del commentino o del "like"
In un colpo FB ha scalzato blog e forum con profili, pagine e gruppi (molti dei quali assai litigiosi)
Direte allora "perchè ci stai?" ... in effetti ho realizzato che ci sto perchè è comodo, e basta. Ti passa un pensiero per il neurone, lo digiti al volo e lo pubblichi in un mordi e fuggi compulsivo.

Il blog richiede invece una forma di comunicazione molto più articolata che richiede più attenzione per esser fatto bene, così spesso mi son trovata a pensare "dovrei scriverci un post... ma no ora no, magari dopo, intanto scrivo uno status"..... e poi ciao al post.

Insomma mica posso dare la colpa agli altri, il blog è fermo per colpa della mia incapacità di gestire questi eventi.

Però poi è arrivato quello sms e boh, è stato come se il neurone si fosse acceso all'improvviso. Sapete quando avete un'illuminazione e pensate "no, così prorpio non va!"
Ecco io al momento sono così.
Ora nei prossimi giorni vorrei rifare un po' il punto della situazione, un aggiornamento da agosto a oggi, e poi chissà, spero ripartire.

Incrociamo le dita, anzi no, limitiamoci a rimboccarci le maniche che le dita servono per digitare :)


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Mah

by orkaloca March 29 riflessivando

E' buffo che su facebook mi chiedano amicizia miei ex compagni di liceo che non mi si sono mai filati altrimenti, nè allora nè poi.

Che dite, sarà la curiosità di vedere quanto successo/insuccesso ha avuto l'altro? No perchè altrimenti non me lo spiego.


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Quel piccolo valore aggiunto

by orkaloca December 6 riflessivando

La scorsa settimana ho rinnovato l'iscrizione alla SAQA (Studio Art Quilt Associates una associazione americana)

Quando ci si iscrive o si rinnova si può scegliere se si vuole fare anche una donazione, di un qualsiasi importo a scelta, ai loro due fondi; uno che usano per finanziare tutte le cose logistiche e pratiche dell'associazione, l'altro che usano per finanziare i concorsi e le mostre che fanno.

Siccome lavorano bene e di cose ne fanno davvero tante, io una piccola donazione l'ho fatta. Davvero piccola ma si fa quel che si può, no?

Ieri mi arriva una busta dalla SAQA. Dentro ci trovo una cartolina in bianco, con la foto di un bel quilt, da usare per fare gli auguri di natale a qualcuno, e in allegato una lettera di ringraziamento per la mia donazione.
Si certo stampata da un modulo comune, ma sapete quale è la cosa più carina?
E' firmata a mano e in fondo, sempre a mano, c'è scritto "Thank you, Silvia!"

Queste son quelle piccole cose che ti fan sentire che dall'altra parte c'è qualcuno che ha apprezzato, che in fondo per un momento non sei solo un numero di tessera.

E non è tanto per la cartolina, non è per la lettera, ma per tre semplici parole scritte a mano.


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Quei GRRR degli acquaristi

by orkaloca November 21 riflessivando * animali

Vi ho gia detto che voglio riallestire un acquario marino per il mio studio, no?

Ecco dovete sapere che nel mondo dell'acquaristica marina ci sono fondamentalmente due fazioni:
Quelli che "sotto i 500L non combini un cazzo" e quelli che "piccolo è bello".

Gli acquari da centinaia di litri son costosissimi da allestire, richiedono molte attrezzature, ma è vero che una volta avviati sono molto stabili.
Gli acquari piccoli sono veri e propri esercizi di stile, ci vogliono i controcazzi per tener stabile un acquario piccolo. Per questo ai neofiti di norma si consiglia(va) di partire da acquari grossi.

Poi ci si è resi conto che mica tutti i neofiti vogliono spendere 5000€ per un acquario e pure che le vasche piccole non sono così impossibili.
Così si è passati dal "non si comincia dal piccolo" al "puoi cominciare dal piccolo ma sappi che sarà MOLTO IMPEGNATIVO"

Peccato che questa cosa agli acquaristi dai grandi volumi non sia mai andata giu (e mai andrà giu) così quando ti presenti in un forum e dici di avere una vasca da 30L non ti dicono, come prima cosa, "benvenuto" ma "non riesci a prendere una vasca più grande?"
Si certo poi me la allestisci tu?

Io sono una decisa, se devo far qualcosa mi informo in modo da fare una scelta consapevole e poi vado per la mia strada. Per informarmi mi piace anche frequentare i forum e così son rientrata nel forum che frequentavo anni fa, ai tempi del precedente marino.
Pensavo che le cose fossero cambiate. Invece... è cambiata la tecnica... è cambiato il numero di chi fa vasche piccole... ma non è cambiato l'atteggiamento dei "superdotati" che qualsiasi cosa chiedi ti dicono di prender la vasca più grande o ti fan pesare d'averla piccola.

Ultimo esempio ieri. Sto progettando una divisione della vasca per ricavare due piccoli vani aggiunti, in uno terrei pompa e riscaldatore nell'altro alghe che serviranno da filtro naturale.
Nel forum ho chiesto consiglio esponendo il mio progetto. Volevo capire se fosse ben ideato, se il giro dell'acqua andasse bene cose così.
Quelli che mi rispondono?

"Perchè vuoi dividere una vasca piccola? se fosse più grossa..."

MA GRRRRR

Che vi devo dire alla fine questi elementi ti rompon tanto le scatole che ovviamente vai per altri lidi.
Fortunatamente con l'inglese non ho problemi e guarda un po', ho trovato un forum dedicato solo ed esclusivamente alle vasche piccole, dove non solo "piccolo è bello" ma "più piccolo è meglio".

Però carti atteggiamenti mi fan proprio girar le bolas! Ecco!


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Una donna non è le sue tette

by orkaloca November 8 incazzereccia * riflessivando

Ed una mamma non è la sua capacità di produrre latte!

Ecco l'ho detto!

Oggi ero gia pronta a prender in mano la levigatrice quando mi squilla il cellulare. E' la mamma della mia amica.
Ho un tantinello sudato freddo quando ho realizzato chi fosse, che se ti chiama la mamma ti preoccupi e ti fai dei film mentali assurdi.

Fortunatamente non era accaduto nulla di grave grave, però l'amica era stata dalla pediatra che le ha detto che la pupa dovrebbe pesare di più e di fare l'aggiunta di latte artificiale. (notare che la pupa comunque è in perfetta salute, solo che è lunga e magra, non tipo i cicciobelli guance-a-mela che si vedono in alcune carrozzine)
E lei ci è rimasta malemalemale.
(mettiamoci poi che la pediatra in questione è una scassacoglioni del tipo "io ho allattato i miei figli così" "io pesavo cosà" "io li ho svezzati colì" "loro facevano la pupù cosè" e per lei tutti dovrebbero esser uguali)

Così la mamma, che era preoccupata perchè non poteva star con lei, mi ha chiamata per chiedermi di parlarci un poco.

Detto fatto, anzi di più, perchè l'ho si sentita al telefono, ma per dirle qualcosa tipo "vengo li a prendere il caffè"
Perchè in virtù del passato post sulla mia stitichezza emozionale, io non sono quella che ti chiama tutti i giorni ma son quella che non ci pensa due volte a saltare in macchina.

Poi conoscendo il mio polletto sapevo che lei non mi avrebbe chiamata nè avrebbe chiesto una mano, è come me, una che tende a rimuginare da sola sulle cose.
Che non sempre è un bene.

Specie se son cose che minano la tua autostima, fiducia eccetera eccetera.

Gia perchè io lo so che lei si è fatta il film mentale dell'allattamento esclusivo al seno, della tetta fino all'anno, un po' si è fatta l'idea lei, un po' gliela avranno fatta le talebane dell'allattamento a tutti i costi.
Ma sapete quante ce ne sono così ? (sia di talebane che di talebanizzate)

Poi al primo accenno della parola "latte artificiale" vanno in crisi. Ed eccola qui a sentirsi inadeguata, incapace e compagnia bella.

La cosa mi ruga e spiace perchè la conosco, so che tipo è, quanto adora quella pupa, so che è e sarà una mamma fantastica, e non è la capacità (o incapacità) di produrre secrezioni apocrine di qualche ghiandola mammaria che la farà più o meno brava e capace.

A me fa letteralmente INCAZZARE che invece le mamme vengano messe sotto questo torchio al galattosio.
Per non parlare delle pressioni da parto naturale!

E se non partorisci naturalmente e se non produci 10 litri di latte grassissimo al giorno è perchè NON VUOI... e non vuoi bene a tuo figlio... e sei egoista... e sei inadeguata...

Ma un bel MAVACCAGARE non ce lo mettiamo?

Si vede che son un po' incazzosa sull'argomento nè?

E' che mi piange il cuore vedere demolita la fiducia di una persona per una singola cosa, quando so benissimo che quella persona è al mondo una delle più adatte a far il mestiere che s'è scelto.
Quando ci sono in giro certe scellerate che non avrebbero nemmeno dovuto esser dotate di un sistema riproduttivo... Però, oh, producono litri di latte e bambini vitelli... e allora cavolo che mamme fighe che sono!

MA SGRUNT!


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Ma io son tanto una pessima persona?

by orkaloca August 28 io me * riflessivando

A volte mi chiedo cosa cerchino le persone negli altri quando allacciano rapporti di conoscenza.
Si sapete, quando ci si conosce su un blog o su FB, poi ci si incontra... e a volte va tutto bene, altre volte improvvisamente alla seconda uscita si rompe qualcosa e magari ci si sente pure dire, come è capitato a me oggi, "non ci stiamo simpatiche reciprocamente".

E io son caduta dalle nuvole... voglio dire, ok io posso non starti simpatica ma che tu non stessi simpatica a me mi suona nuova.
Con due uscite sto appena iniziando a decidere se sei il mio tipo o meno, sta bene che tu abbia gia deciso, ma non attribuirmi pensieri che ancora non mi appartengono.

Da questa vicenda (che ho usato solo come avvio ed in realtà non è conclusa perchè ho chiesto un chiarimento e dovremmo sentirci domani -altra pessima influenza canina, io che chiedo un chiarimento invece di mandare a ramengo-) sono arrivata a chiedermi cosa la gente cerchi e perchè io non sono in grado di accontentare le persone.

Se in me si cerca una persona che ti cerca costantemente, che ti commenta ogni post sul blog, ti "like" ogni stato su facebook, che qualsiasi cosa faccia ti chiama per coinvolgerti, che ritiene vincolante un "magari a natale facciamo...", che piange lei perchè tu hai perso il gatto... beh no io non sono questo tipo di persona.
Quindi se gli altri cercano questo, io no non lo sono.

Io invece sono il tipo che ti chiama al mattino e ti dice "passo a prenderti e andiamo in montagna", sono una da viaggi improvvisati e last minute, sono quella che legge silenziosamente e gioisce o si spiace con te ma per lo più in silenzio, son quella che puoi non sentire per mesi ma ti pensa spesso e non ritiene che sia essenziale farlo sapere a mezzo mondo, son quella che puoi chiamare di notte perchè il moroso ti ha mollato, son quella che se perdi il gatto e ti disperi non piange con te ma se può ti aiuta a cercarlo...

Sono una da poche chiacchiere, semmai azione e se non c'è azione da fare sto dietro le quinte.

I miei Amici lo sanno, ed evidentemente gli sta bene data l'età che hanno queste amicizie (30 anni la più lunga, si dall'asilo, 16 anni quella subito successiva), ma comprendo che per nuove conoscenze questo mio modo di fare possa sembrare distaccato se non addirittura snob.

E più vado avanti più mi rendo conto che son strana, che vivo e vedo le cose e le relazioni diversamente dalla maggior parte degli altri, per questo dico spesso che sono emozionalmente stitica...
Ok diversa, ma davvero così pessima?

Mah ai posteri l'ardua sentenza.


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NalaNews


Per rispondere a Fù, ma per aggiornare anche tutti coloro che stan seguendo questa vicenda senza magari commentare :)

Nala sta benone, ha finito di far la sceneggiata ed ora è tutta un "corriamo giochiamo saltiamo". Cosa che ovviamente non può fare per altri 8 giorni. Ma chi glielo spiega a lei?
Domani controllo ferite dalla vet.
Riguardo le lastre, invece, ancora aspetto il referto dell'ortopedico. Vedremo.

Ne aprofitto poi per mandare anche da questo blog un pensiero all'innocente LENNOX, ucciso dall'ignoranza.

Per chi non avesse seguito la vicenda un breve riassunto:

In Irlanda del Nord c'è una legge che vieta la detenzione di alcune razze di cani, ad esempio i pitbull. E anche di tutti quei cani che SOMIGLIANO a queste razze pur non essendolo.
Se hai un cne del genere te lo sequestrano e uccidono.

Questo è successo a Lennox, che non era un pitbull ma vi somigliava vagamente. Due anni fa è stato sequestrato alla sua famiglia e messo in lista per la soppressione.
Ne è seguita una battaglia legale e una mobilitazione internazionale a suon di appelli, richieste di adozione... perfino Cesar Millan (Dow Whisperer) e Victoria Stillwell (Basta io o il cane) si son mobilitati per chiedere la grazia per il cane o almeno l'estradizione piuttosto che la morte.
Niente da fare, il Belfast City Council non ha mollato la presa e così tutto è finito ieri quando Lennox è stato "messo a dormire", dicono loro... UCCISO dico io.

Il tutto senza permettere alla sua famiglia di rivederlo e senza la restituzione del corpo. Alla famiglia han detto che avrebbero ricevuto "un po'" delle ceneri. Via posta!

Ancora una volta la stupidità umana ha prevalso.
Ucciso perchè SOMIGLIAVA ad un pitbull.
Quando inizieremo ad uccidere tutti quelli coi baffi perchè somiglianti ad Hitler?


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Origami

by orkaloca April 13 riflessivando

Ho fatto il mio primo origami che avrò avuto 7 anni.
La genitrice madre ha avuto anche questa passione, aveva un bel libretto e mi insegnò all'epoca a fare la gru che sbatte le ali e comunque a leggere le istruzioni del libro, nonchè la differenza tra una piega "a monte" e una "a valle".
Pure la maestra delle elementari ce li fece fare, a forma di barca, casetta, testa di cane e gatto, per i nostri progetti artistici.

Crescendo non sono certo diventata una origamo-dipendente ma li ho sempre apprezzati e mi è sempre piaciuto farli, così ho comprato altri libri rispetto a quello iniziale di mia mamma, e ho provato modelli sempre più complicati.

E più son difficili e più c'è gusto.

Il più complicato che ho mai fatto è stato l'origami di un coleottero.
Livello di difficoltà secondo il libro: IMPOSSIBILE.
Eh ma caro mio libro, se mi metti "impossibile" TU MI SFIDI!

Circa 50 passaggi, un foglio da 1mt di lato e 3 ore dopo avevo in mano il mio bel coleottero. Si, da un foglio da 1x1mt è venuto un coleotterino poco più grande di una mano :) Ma che soddisfazione!

Al gusto della sfida unite il fatto che l'origami richiede estrema precisione, che ben si adatta alla mia indole da madama precisetti, e capirete come possa piacermi molto farne.
E negli anni ho sviluppato una notevole abilità. Ne sono coscente ed è inutile dire di no.

Ieri al parco il nuovo responsabile guide e didattica mi spiegava il nuovo percorso sulle piante e a un punto mi ha detto "eh sai poi ci son da fare dei fiori ad origami... ma tranquilla, sono semplici, hai mai fatto un origami?"
Mi è venuto spontaneo, senza alcuna malizia o sparaposaggine, rispondergli "si, e sono anche molto brava"

Lui mi ha guardata con chiaro pensiero "ma quanto se la tira questa!"
Io mi son meravigliata di aver detto quella cosa perchè penso sia la prima volta in vita mia che mi viene spontaneo dire di esser molto brava a far qualcosa.

Però ecco la riflessione: la gente non è mai contenta!

Se ti fanno un complimento e dici "GRAZIE!" ... te la tiri
Se al complimento dici "ma no non è nulla di che" (e lo pensi davvero) sei una finta modesta... e te la tiri
Se ti chiedono una cosa e dici che sai farla così così magari poi salta fuori che comunque la sai fare meglio degli altri e allora... te la tiravi
Se ti chiedono una cosa e dici che sei molto brava a farla (ed è vero) ... indovinate un po'... TE LA TIRI!

E cheppalle... ditemi come devo rispondere per non passarla come quella che se la tira, vi prego!


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