Riminiscenze infantili

Thursday, 17 December 2009 07:34 by orkaloca

Il gene sartoriale l'ho preso dalle due nonne, senza dubbio. Una che si dilettava a far vestiti, l'altra che l'ha sempre fatto per lavoro e tutt'ora lo fa.
Non deve quindi stupire che fin da piccolissima io abbia visto in giro per casa aghi, spilli, macchina per cucire e così via. Nè è strano che ancora in età da elementari io potessi aver accesso ad ago e filo per "far i vestiti" alle bambole... quelle poche che avevo e che non son finite impiccate o rapate.

Ebbene, questo per introdurvi un ricordo che spesso, quando cucio, mi ronza in testa.

Dovete sapere che la piccola Orka era un po' una teppa... non di quei marmocchi iperattivi direi, più di quelli che, annoiandosi facilmente, ne fanno e pensano cento.
E in questo marachellare non ero sola, giammai. Mia fida compagna era S., la mia migliore amica. Lei era moooolto più tranquilla di me, io la portavo sulla via della perdizione :p
Teatro delle nostre vicende era sempre casa di mia nonna, che era vicino casa di S. e dove io ero stabile il pomeriggio.
E anche S., dato che quasi ogni pomeriggio ci vedevamo. Non vedersi equivaleva pressochè alla fine del mondo. (e notate che ci vedevamo comunque ogni mattina dato che eravamo in classe assieme)
Ebbene tra i nostri giochi preferiti c'era "facciamo che eravamo due sorelle e dovevamo cucire il vestito al bambino/cane" (che fosse bambino o cane dipendeva da quale gioco avevo dalla nonna al momento)

Quel giorno avevamo deciso di fare proprio questo gioco, così partì la retata in cameretta di nonna, con conseguente sequestro di due aghi, filo e scampoletti di stoffa.
Giochiamo, cuciamo, ci pungiamo un po', ma il bello sta anche li.
Quando ben è ora di metter via la tragedia... mi casca l'ago e non lo trovo più. Cerca e cerca non salta fuori, e con la leggerezza tipica dei pargoli faccio spallucce e via andare, andiamo a riporre il resto.
Nonna ci vede e chiede "avete messo via tutto? non avete lasicato aghi o spilli in giro vero?" e noi ovviamente "MA CEEEEERTO!"

Si sa le bugie han le gambe corte. A volte più corte del solito. La mia le gambe non le aveva proprio... nemmeno un'ora dopo, camminando in sala, il mio piede ha ritrovato l'ago.
Ovviamente finendoci proprio sopra.
E, dato che io le cose se le faccio le faccio bene, mi ritrovai questo bell'ago infilzato per metà dentro il mio tenero piedino, che allora non era ancora scemo, proprio nel mezzo.
AIOHHH!

Da allora conto sempre quanti spilli uso per fermare la stoffa, o gli aghi che ho nel puntaspilli... e non è per un disordine ossessivo-compulsivo :p

 

Cinismi fisici

Sunday, 8 November 2009 11:11 by orkaloca

Ispirata ieri sera da un post sul blog di agrimonia, mi si è avvelenato il dentino, e mi son detta "devo proprio fare un post sui prof di ginnastica".
Ma ieri era tardi. Oggi invece la pioggia mi ha messo del giusto umore e ha fomentato la vena cinica.

Partiamo dal presupposto che io con gli sport son sempre stata una mezza sega. O per meglio dire, non avendo nè potenza nè forza non son mai andata bene in tutte quelle cose che richiedono queste doti... pallavolo, basket, atletica, e via così.
Andavo molto meglio nelle cose che richiedessero resistenza o elasticità... e infatti i miei sport son stati quelli "artistici" tipo pattinaggio su ghiaccio o ginnastica ritmica.
Facendo sport artistici si affinò il mio senso estetico... motivo per il quale a 13 anni circa litigai con il maestro di tennis in montagna. La mia amica faceva il corso, e nonna iscrisse anche me.
Ben munita di divisina bianca e racchetta rosa e viola, l'impresa naufragò alla seconda lezione o poco più, quando la maestra mi urlò "INSOMMAAAA PIEGA QUELLE GAMBE!!! DEVI STARE COME SUL WATER!!!"
E io, che venivo da anni di ritmica, le risposi "MA NON E' ELEGANTE!"
Mi beccai non so quanti giri di corsa del campo e ovviamente non andai più a tennis.

Fattovi il quadro della situazione, torno all'argomento principe, i professori di ginnastica. Non ne ho trovato uno, dico uno, che non fosse una brutta bestia!
Anzitutto spiegatemi perchè, se la materia si chiama educazione fisica, io devo fare sempre e solo pallavolo!
Che io la pallavolo l'ho sempre detestata!
Forse anche perchè nessuno si è mai preso la briga di spiegarmi come fare a correggere i miei errori. Eh gia, perchè perder tempo con l'imbranata?

Io non son mai stata capace di far passare la palla oltre la rete in battuta, nè dall'alto nè dal basso. Non salto in alto, quindi muro zero, e non ho forza nelle braccia, quindi zero schiacciate. Aggiungeteci ciccia zero sui polsi per ricevere, ed avete l'immagine  di un disastro sportivo per eccellenza.
Immaginatevi come ho passato i 5 anni del liceo, che era davvero solo ed esclusivamente pallavolo.

Ma diciamolo che se io fisicamente non son prestante, i prof di ginnastica sono mediamente degli sportivi falliti che cercano riscatto nel mondo scolastico, sperando di scoprire un talento, e invece finiscono per essere solo dei frustratoni.
Perchè pensateci, chi fa il prof di ginnastica? Quei ragazzi che magari han fatto una enormità di sport da giovani, puntando in alto, ma non ci son riusciti, e allora usciti dal liceo, troppo vecchi per coltivare ancora grandi aspirazioni, si iscrivono all'isef e finiscono a fare i prof.
Gia perchè se uno è un atleta che raggiunge dei traguardi non finisce a fare il prof, diventa allenatore in qualche società o simile.

Io ho avuto l'atleta di successo come maestra di ritmica, e le frustrate come prof.
In prima media era la Prof Balestra, che noi chiamavamo poco affettuosamente Palestra o più di frequente Barella per come ti riduceva dopo la lezione. Una che piuttosto che correggermi la battuta mi ha detto che facevo schifo e basta.
Seconda e terza media ho eliminato ogni ricordo, ma alle superiori c'era quella che era ex giocatrice di pallavolo (appunto) e per lei esisteva solo quella.
Il voto negli altri sport come lo faceva? Vi faccio l'esempio del baseball... disegna un rettangolo al muro e dice che si deve lanciar la palla dentro il rettangolo. 10 palle a disposizione, 1 voto ogni palla entrata. Capite che a una giran le palle prender un 4 così.

Quando poi c'eran delle competizioni in vista spariva con quei 4 che decideva di portare in gara, e gli altri.... a giocar a pallavolo ovviamente.

Ecco io non ho avuto dei grandi esempi in questo campo, pertanto ora nutro un certo disprezzo per la categoria.

Quindi Agrimonia cara, vai a fare muso duro con la prof, e non farti scrupoli, che tanto quelli non han sentimenti umani ^_*

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Io e gli strumenti musicali

Friday, 11 September 2009 23:13 by orkaloca

La musica mi piace, non alla follia, vivo bene anche senza note nell'aere, ma se c'è me la godo.
Mi piace ascoltarla e mi piaceva farla. Ai tempi delle medie ero una delle poche che non vedeva l'ora di musica come una rottura.
In prima media il prof era un bel giovinotto col capello ribello, mi ricordo ancora il cognome, il Prof Lacchini... fu lui a darci le dritte per il primo strumento, il flauto, e mentre tutti optarono per il comunissimo flauto giallo, io volli l'Aulos tutto nero, era troppo figo (chissà dove è ora, sarà in qualche armadio eheh) e sopratutto il prof aveva detto che era migliore.

Imparai a suonarlo e sia in prima media, che nei successivi due anni in altra scuola, ero una delle poche ad aver imparato a leggere lo spartito.
Molti miei compagni non l'han mai imparato, e si scrivevano sopra alle note il nome, e io spesso mi ritrovavo a dover assistere la mia compagna di banco chemi chiedeva "che nota è questa?". Lei se la scriveva e così la sapeva suonare.

Il problema era che anche da piccola le cose facili, insegnate nel solito modo lineare, mi annoiavano a morte. In classe poi si stava al passo dei più lenti, un supplizio per i più veloci.
Fu così che mi venne sfizio di provare un altro strumento, e così i miei mi presero la tastiera.
In seconda e terza media avevo un prof davvero eclettico quindi ci era permesso scegliere lo strumento.
L'idillio con la tastiera non durò molto, per lo stesso motivo, alla terza lezione una si rompe di fare sempre e solo l'inno alla gioia che ha 4 note di mano destra e due accordi di sinistra. Su dai un po' di vita, facciamo altro!
Poi, che sono sempre ste musiche classiche? Facciamo altro dai, un po' di pop, di rock!!!

Scemato (o fattomi scemare) la vena tastieristica si prospettò una nuova opportunità... la chitarra.
Chitarre in casa ne avevo due, una normale, e una a 12 corde. Quell'anno il prof organizzò corsi pomeridiani di tastiera e chitarra, e io, manco a dirlo, volli fare quello di chitarra.
Il problema fu che a far chitarra c'ero SOLO IO, così invece che avere ore dedicate a me avevo il corso nelle stesse ore di quello di tastiera. Me ne stavo sola nell'aula di arte, accanto a quella di musica. Il prof iniziava con me, mi dava l'esercizio, e mi diceva "ora esercitati" e se ne andava di la a fare lezione alla classe di tastiera. dopo un po' tornava da me, sentiva l'esercizio, me ne dava un altro, e spariva ancora.
Avete idea di che noia sia questo?

Poi eran sempre esercizi tipo giri di accordi ripetuti all'infinito, e una volta fatto alla nausea il giro di Do che facciamo? ma ovvio suoniamo Brutta, che è ancora un estenuante e continuo giro di Do!
Ma che noia!!!
Ovviamente io capisco che è così che il metodo classico insegna, ma io non ero (e non sono) per nulla una da metodo classico. Io sono più da scuola staineriana.
E infatti accadeva che passavo l'ora di musica a ciondolare per l'aula d'arte strimpellando di malavoglia qualche accordo ogni tanto, poi tornavo a casa, tiravo fuori i vecchi spartiti del genitore, e mi esercitavo a fare "la mia banda suona il rock" in arpeggio, robetta da nulla nè...

Sapete, avrò anche un complesso di superiorità mostruoso, passatemelo, ma credo che l'istruzione classica per me sia stata una gabbia, e credo che se ho lasciato per ora da parte l'università sia anche per questo, perchè negli ultimi mesi ai corsi e alle esercitazioni mi sentivo sempre troppo in gabbia, legata da una didattica frontale basata solo ed esclusivamente sul nozionismo e su "io sono il figo professore e tu sei una merda stupido studente" (con le dovute eccezioni, ovvio, ma per la maggiore era così).
Quando poi alla terza lezione di laboratorio ci han fatto fare ancora striscio di sangue-pipettare-rifrattometro, esattamente come alla prima e alla seconda esercitazione, il latte è finito ben più in basso delle ginocchia.

Sarà forse per questo mio modo d'essere che mi sento realizzata in questa avventura creativa libera da qualsiasi costrizione se non quelle che mi impongo da sola e mi impegno a superare. E che posso superare perchè non mi scontro contro un muro che non mi fa passare.

Ecco, son partita parlando della musica, son arrivata a parlare di me... e tutto cio perchè? Solo perchè stanotte ho sognato che suonavo il Sax, strumento che fin da bimba è sempre stato all'apice della mia scala di preferenze, ma purtroppo sempre troppo costoso.
Così stamattina per gigionare un po' mi son detta che non è mai troppo tardi per imparare... ma aimè i Sax rimangono sempre strumenti troppo costosi.

Va bene allora facciamoci il programma di vita... quando sarò una artista tessile ricca e famosa, e avrò il mio laboratorio enorme, e una macchina longarm con telaio annesso, potrò sedermi sul mio tavolone da taglio (3x2mt minimo) e suonare il sax con un Pastore del Bernese accucciato accanto. Ecco :p

Ora meglio che io vada a cucire, altrimenti come li metto via i dinderi per tutto cio di cui sopra? :p 

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Pizza, Cultura Musicale e Genesi Biblica

Friday, 1 May 2009 12:41 by orkaloca

Stasera pizza dai miei, anticipata al venerdi perchè domani andiamo a Padova dai soceri (chè la socera mi ha detto "allora venite questo fine settimana? perchè se no abbiam pensato di venire noi". La risposta immediata è stata "veniamo noi!")

Vabbè dicevo, pizza dai miei, e mentre si mangiava, non so più di che si parlava esattamente, io dico la magica parolina ... "è ... alternativo!"
La genitrice ne aprofitta per buttarmi la una citazione "Si vabbè e Autoridotto"
Io colgo al volo la citazione e insieme la completiamo "Fuori dall'ottica del sistema"
Il genitore non è presente alla scena, Lone invece si e ci guarda come due folli perchè lui la citazionona non l'ha colta perchè lui Vecchioni si lo conosce ma non a memoria come noi.
E appunto quel che abbiam tirato fuori è un verso di una canzoncina di Vecchioni, breve quanto simpatica e sconosciuta ai più.
da qui io e la genitrice a battibeccare... lei a dire che era sull'album elisir, io a dire che no è su Samarcanda, lei a dire che l'album di Samarcanda si chiama Elisir, io a ribattere che no, Elisir ha in copertina il gioco dell'oca, Samarcanda è un altro disco...
Da qui il passo è stato breve a fiondarsi in studio per tirar fuori i dischi ed appurare... avevo ragione io, ma quel che importa è che ne è seguito un quarto d'ora di "guarda questo, guarda quello, questo è raro, quello è bello..."

Ora... i miei ancora me la menano perchè al concerto di Peter Gabriel (artista che non conoscevo affatto fino a pochi anni fa) io mi son stupita a veder che conoscevan le sue canzoni e gli ho chiesto "ma voi eravate gia pronti per questa musica qua?"
Non me la perdonano :p Così stasera ho detto che in fondo è colpa della genitrice che con tutto quel bendiddio di dischi non mi ha fatto una cultura musicale ma si è limitata a Vecchioni.
Lei dice che non è vero, che ad esempio ero gia grandicella quando lei ascoltava Bowie, però, le ho detto, lei non mi ha mai detto "guarda questo è bowie", come invece ha fatto con vecchioni. (poi diciamocelo, per un bimbo è facile appassionarsi a vecchioni ascoltando samarcanda e mandando in loop la canzoncina della citazione di cui sopra, dato che è vivace e sopratutto il ritornello dice "scemo scemo", cosa che per una settenne è la fine del mondo del divertimento e della trasgressione..... Ma bowie? Che ne capisce un bimbo di bowie? O gli si fa un ascolto guidato e gli si dice perchè la canzone è bella, o un bimbo non apprezza)
La genitrice mi dice "e che, dovevo farti le presentazioni???"
Beh, si!

Da qui parte il segone filosofico biblico... far le presentazioni è dare un nome alle cose, e l'uomo, per sua natura umana, ha bisogno di dare un nome alle cose. Si possiedono solo le cose di cui si sa il nome, e dando un nome alle cose si rimarca il possesso e il controllo su quelle cose.
Questa cosa è tanto vera che perfino il signor lassù lo sapeva.
E infatti avete presente la genesi? Dio che fa? per sei giorni si fa il culo e crea cielo, terra, acque, li sistema... tu stai qua e tu stai la... e poi ci mette un po' di flora e di fauna, e alla fine due bambascioni bipedi ai quali dice "wè ragazzi, le regole del posto son facili... niente rave che disturbate i vicini, e niente mele! Se volete passare il tempo, date il nome a un po' di cose!", e detto cio se ne è andato in ferie alle fiji.
E così l'Adamo (al quale il nome l'ha dato il creatore per rimarcar possesso) inizia a girare qua e la, vede una bestia e dice "te ti chiamo formica" poi ne vede un'altra e dice "te sei la tigre" e così va avanti dando nomi e prendendo coscienza delle cose...
Gira e gira e trova un animale dallo sguardo poco intelligente, e lo chiama cefalorinco... poi ne vede un altro con lo sguardo ancora meno intelligente, e siccome difetta di fantasia lo chiama rincocefalo.

Ecco perchè io la musica l'ho scoperta solo in età decisamente avanzata, perchè ho iniziato a conoscerla solo quando son stata in grado di darle un nome e di capire perchè una certa canzone è bella o meno. Direi che ho cominciato ad apprezzarla quando, con lo scopo di imparare un po' di inglese seriamente, mi son presa dischi e cassette e mi son messa a trascrivere e tradurre i testi delle canzoni, ascoltandole. E così le porte della conoscenza musicale son state aperte dai culture club, dai rockets, dai berlin (con la colonna sonora di top gun), e si lo ammetto pure dai backstreet boys... e non è un caso se ora nel mio inglese ci sono tante locuzioni non correttissime grammaticalmente, forse, ma sicuramente valide musicalmente :p

Tutto cio per dire che? Nulla, giusto per raccontar un po' di me ^_^

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I due lati della cattedra

Thursday, 30 April 2009 22:06 by orkaloca

Le più vecchie del mio blog forse lo sanno, ma molte certo no... Ebbene io la maturità l'ho fatta due volte, la prima seduta di qua dalla cattedra, come esaminata, la seconda seduta di la dalla cattedra, come esaminante.

Alla scuola che frequentai anche io quell'anno ci fu un boom di iscrizioni di studenti privatisti e dovettero fare tantissime sezioni d'esame e chiamare oltre ai professori interni anche degli esterni e tra questi ci fui io, che avevo portato il mio curriculum per delle eventuali supplenze. (in realtà la cosa fu più articolata ma ve la risparmio :p)
Il fatto fu che mi ritrovai a far la commissaria d'esame per i privatisti nell'aula accanto a quella in cui quelli che un tempo furono i miei professori tenevano gli esami per gli interni.
E scene comiche per i corridoi e le aule non si sono risparmiate.

Gia quando mi han chiamata e mi han detto la mia materia qualcuno s'è messo a ridere.... IGIENE E PUERICULTURA... passi per igiene (che alla fine è un misto tra anatomia e microbiologia) ma puericultura? IO? Che per me la puericultura è "prendi un bambino e passalo sul gas o in forno direttamente" ?
Insomma mi son dovuta fare una cultura sul nemico, dal concepimento al parto allo svezzamento. Quindi capite che io posso dire di conoscere bene il nemico :p

E da qui è stato tutto un ridere...

Alla prima interrogazione ero forse più agitata io della ragazza esaminata... la faccio facile "dimmi un argomento a piacere"... va in panico e in  meno di 3 secondi scoppia a piangere. Io ci resto di merda. Esce per bere e calmarsi, rientra, ripiange, così per tre volte. Alla fine mi fa una paurosa scena muta, metto il primo 4 della mia vita e son stata generosa -_- cominciamo bene!

Andiamo avanti e scopro cose illuminanti, ad esempio c'è un tizio sui 40 (perchè i privatisti arrivano di ogni età) di quelli che "ho ragione io sempre e comunque", che mi spiega l'apparato digerente e mi dice che dopo l'intestino ci sono i reni! O.o' E' stata dura fargli capire che non siam fatti proprio così, e se ne è andato che comunque riteneva i reni dopo l'intestino.

Poi c'è stata quella che nessuno ha capito cosa ci facesse li, dato che aveva gia pure una laurea. Che ve lo dico a fare, l'ho tenuta sotto un'ora solo perchè era una goduria starla a sentire.

Poi la signora sui 45, con 3 figli, penso di fargliela facile con due domande "mi parli del parto" e "mi parli dello svezzamento" ... dico, porcapaletta, ne hai fatti 3, te lo ricorderai cosa succede no? NO! Una tragedia.

Scene comiche nei corridoi... io che incontro una mia ex prof e la saluto con "PROFEEE!" e subito dopo sento dietro di me un meno allegro "profeee" io non mi giro finchè la mia prof non mi dice "guarda che chiama te!" AH! Hemmm in effetti... son profe, che sensooooo

Non vi dico poi la tragedia degli scritti, dove ho potuto appurare che nelle scuole di recupero anni ed esami insegnano per modo di dire. Tipo, lo sapete che l'apparato riproduttivo femminile ha la forma della testa di Sid? (si il bradipo dell'era glaciale!)

Sicuramente il potere da alla testa, e ci son cascata anche io, lo ammetto...anche io ho fatto la stronza. ghgh ma buona dai...
Mi si presenta sto ragazzo, 18 anni, carino, due occhi blu da panico, perdutamente gay (SIGH) di quelli a modo, timidi, teneri, si presenta con una tesina sulla discriminazione dei gay nella seconda guerra mondiale... e io li come una faina stronza gli chiedo... "mi faccia uno schema dell'apparato riproduttore maschile e me ne parli!"
Ecco io nella mia ultima tornata di tinte su stoffa ho visto meno rossi di quanti non ne siano passati sul suo viso. Però poi son stata buona e gli ho dato un bel 9 (un po' regalato ma.... si vedeva che aveva studiato! :p) e mi son pure fatta lasciare la tesina che era davvero bella.

Devo dire che è stata alla fine un'esperienza divertente (e remunerativa ammettiamolo) peccato che ora il numero di iscritti privatisti è rientrato e non chiamano più commissari esterni. Tornerei volentieri a tort... esaminare un po' di ragazzi ghghgh :p

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Ieri e Oggi

Tuesday, 14 April 2009 05:13 by orkaloca

Ieri:
PiccolaOrka faceva i lavoretti creativi, collage, eccetera, a casa della nonna.
E la nonna le diceva "PiccolaOrka, non sprecare la colla, mettila solo sugli angoli"
E PiccolaOrka diligente la metteva solo sugli angoli.
E un tubetto di colla Pritt le durava in eterno, tanto da dover esser cambiato per sopraggiunti limiti d'età e durezza marmorea.
E PiccolaOrka usava la TubettoPritt per incollare, la Coccoina per sniffare (odore unico ma incollava un tubo!), il Vinavil per fare l'aliena cambiapelle.

Oggi:
GrandeOrka si dedica ancora ai lavoretti creativi, collage, eccetera, a casa sua però.
E la nonna ammira le opere fatte e finite.
E GrandeOrka ora puo incollare per bene abbondando dove necessario.
E un tubetto di colla Pritt le è durato 4 giorni!
E GrandOrka ora usa la TubettoPritt per la carta, la TubettoPrittForte per il cartoncino e i nastri, la Superattak per fermare i nastri, la Santa-Colla-a-Caldo per alcune decorazioni, ed il Vinavil per i nastri.
Ma ancora ogni tanto si diverte a far l'aliena cambiapelle, quando nessuno la vede. :p

regalini e... se la mucca fa mu...

Wednesday, 11 March 2009 13:56 by orkaloca

Il postino suona sempre due volte... e oramai siamo al tu e al ciao, che se non mi porta nulla un giorno si preoccupa :p

ed ecco due regalini che mi son arrivati tra ieri e oggi ^_^ (click per ingrandire)

A sinistra vedete un ricamino pasquale con coniglietto mandatomi da Milena, e a destra una balenina che invece mi è stata mandata da Miks. Assieme alla balenina c'erano due bustine di sferette di gel disidratato, quelle che si mettono in acqua e diventano pallette viscide gelatinose... e ovviamente che ho fatto? Le ho messe in acqua subito subito, e stasera io e Lone ci siamo divertiti a metterci le mani, come faceva Amelie coi fagioli :p
Grazie ragazze ^___^

Così stasera mi son fatta il bagnetto con la balena *_* e le ho fatto conoscere la paperella ^_^
Finito il bagno Lone mi ha chiesto "amore che verso fa la balena?" e io "keokeo" e lui "no... apneeeaaa" e io "ma no quello è l'elefante!" e lui "ma no, la balena fa apnea!"

Lo so che a voi non dice nulla, il tutto si basa su un giochetto di parole tra "apnea", come immergersi tenendo il fiato, e "apneeeaaaa" che per me è sempre stato, e sempre sarà, il verso dell'elefante.

E allora ho pensato che è strano cosa ti resta in testa da bambino. Io ad esempio non mi ricordo chi mi ha insegnato i versi degli animali... si saran state mia mamma e nonna, ma io non ho ricordi precisi di una di loro che mi dice "come fa la mucca? muuu". Ho ricordi gia più chiari del gioco con la freccia rotante, quello che tiravi la cordicella e diceva "ascolta la mucca: MUUUUUU"
Invece stranamente so esattamente chi mi ha insegnato il verso dell'elefante. E' stata la mia metà genetica maschile, e me lo ricordo chiaramente, che mi diceva "silvia, come fa l'elefante?.... APNEEEEAAAA" il tutto accompagnato rigorosamente dal gesto della proboscide.

E così è che per tutti l'elefante barrisce, ma per me l'elefante fa APNEEEAAAA-gestodellaproboscide

A questo punto c'è da chiedersi.... cosa fa il gatto?
MIAO

E cosa fanno due gatti?
LA CESTA RIPIENA!

Amarcord Anconetano

Friday, 6 March 2009 01:54 by orkaloca

Son passati oramai 4 anni e un po' da quando ho lasciato Ancona, ma mi par ieri che ero li, e i ricordi ci sono ancora tutti e a volte, inevitabilmente, saltano addosso con tutto il loro carico emotivo.

Ad Ancona, città a me sconosciuta fino al 1999, mi ambientai in fretta e trovai amici... tanti, belli e preziosi... se ogni 6 mesi mi viene la crisi da astinenza anconetana c'è un motivo no?
Ebbene, tra tutte le conoscenze che avevo con due persone specialmente avevo legato, Pietro e Ale (la skunetta), e tutti assieme s'era gli sclerati d'ancona.
Dai raduni internettiani a far la spesa si era assieme come il cacio sui maccheroni, la camicia e i pantaloni.
Se poi si conta che con Pie ho convissuto per due anni, e che quasi ogni mattina passavo a prendere Skunè in auto per andare assieme in unive, si capisce come potessimo esser un trio pericoloso. :p

Tra i tanti ricordi divertenti, che non basterebbero millemila post per raccontarli (per incuriosirvi.... "Daino! Dai no!" e "Para! Mecio!" e "ognuno ha quel che si merita" e "Pietro si dice vecchio!"e partite di pallavolo coi preservativi gonfiati :p), dicevo tra i vari eventi c'è quello dell'happy meal.

Ad ancona il Mac (l'unico che allora c'era) è posto in una posizione sfigatissima... immaginatevi una strada statale, che da ancona porta fuori verso osimo, con i due sensi di marcia a 2 corsie ognuno ma separati da una striscia incolta di un 30mt circa... In quello spazio tra i due sensi c'era un distributore, tanta pubblicità, le rampe d'uscita a U per cambiare senso di marcia, e il Mac.
Ora, il senso ancona-osimo non ha niente di attrattivo, ma nel lato osimo-ancona ci sono i supermercati e l'ingresso del Mac.

Ecco dunque che spessissimo, almeno una volta a settimana, io Skunè e Piè costituivamo una vera associazione per delinquere e dopo le lezioni in unive prendevamo la fida matizzina verde e andavamo a fare spesa e poi a mangiare al Mac.
E la spesa veniva condotta con scientifico rigore.... facendo su e giu ogni singola corsia eheh ^_^ E poi era d'obbligo il giretto a veder le vetrine dei negozietti del centro commerciale finchè la fame non si faceva sentire oltremodo.

A quel punto dirigevamo al Mac, ci inventavamo un parcheggio a caso, ed entravamo, e a quel punto era il turno mio e di Skunè far le sceme, traendo spunto dalla pubblicità del Mac che allora andava... ve la ricordate quella con la bimba che con voce acutissima chiedeva "un happy miiiiillll" e il commesso le snocciolava le opzioni panino/tost/pollo e la bimba ripeteva "un happy miiiiillll"? Ecco quella.

Io e lei tipicamente arrivavamo davanti alla cassa e in un perfetto coro alla paola e chiara chiedevamo "UN HAPPY MEAAALLLL", seguivano due risate e poi lei si faceva fare il suo happy meal e io un menu normale... ma un giorno...

Un giono entriamo al mac, andiamo alla cassa, e come sempre intonatissime chiediamo in coro "UN HAPPY MEAAAALLL"
Il commesso ci guarda e digita sulla cassa borbottando "due happy meal"
Noi ci guardiamo, lo guardiamo, e gli diciamo, sempre in coro "No! non due... UN HAPPY MEAAALLL"
Se avesse potuto strozzarci lo avrebbe fatto "ma allora ne volete due!"
Capito che questo non poteva proprio farcela ci siamo fatte una grassa risata e la Skunè ha chiarito che l'happy meal era uno solo.

E questa storia è passata negli annali, insieme a mille altre.... Skunè, ma che dici, io quasi quasi lo faccio qualche post di scemate del genere, vorremo mica che questi attimi si perdano come lacrime nella pioggia, vero? ^_^

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Nevica, governo ladro!

Monday, 2 February 2009 03:33 by orkaloca

Ieri ha iniziato a nevicare... piano, senza attaccare, in virtù delle strade bagnate dalla pioggia.
Ma per quanto la pioggia potesse aver bagnato alla fine la neve l'ha avuta vinta, e stamane ci siam risvegliati con tutto imbiancato. Non uno strato di 20cm come la scorsa volta, ma comunque quanto basta per mandare a pallino tutta la viabilità.

E io che tutto sommato son ligia al mio dovere, dopo aver tentennato un bel po' "vado in lab non vado in lab" mi son vestita e son partita, sperando che oramai, data l'ora, le strade non fossero più troppo intasate.
ILLUSAAAAAAA

Ci ho messo 30 minuti a fare 2dicoDUE Km, e la voglia scemava, ma oramai ero in auto, tanto valeva... Ho deviato per una stradella tra i campi, mossa che poteva esser fatale, ma per fortuna l'ho trovata libera e più pulita della statale, quindi in un'altra mezz'ora son arrivata in tangenziale, e da li non è stato impossibile arrivare in unive.
Son arrivata e ovviamente l'uni era praticamente deserta. Pazienza, mi son messa al micro, mi son fatta un'ora e mezza di conta per finire i vetrini, e son ripartita alla volta di casa.

Avrei potuto anche bigiare oggi ecco :p

E in virtù di questo pensiero, e del fatto che oggi alla radio parlavano proprio di bigiate, mi è tornata in mente la mia carriera da bigiatrice fallita.

Ebbene si lo ammetto, io una bigiata seria, di quelle che dici "ciao mà vado a scuola" e poi te ne vai per i fatti tuoi, e al ritorno sei anche in grado di inventarti cosa hai fatto a scuola la mattina, non l'ho mai e dico mai fatta -_-
Ovviamente parlo delle bigiate fatte nel periodo liceale, quando bigiare ha senso e il gusto del proibito. Perchè saltare le lezioni in università quando non c'è nessuno che ti obbliga ad andarci non è bigiare :p

Nella mia carriera si contano 3 bigiate collettive, fatte alle superiori, ma devo ammettere che furono finte bigiate... Verso la fine dell'anno si sceglieva un sabato e tutti ci si ritrovava in stazione e si andava a Gardaland ^_^
Bigiata fintissima, se contate che lo sapevano i prof, i genitori, e che una volta abbiam anche avuto delle mamme a seguito :-/
I prof lasciavano correre, solo al 4° anno quella di biochimica ci fece una epocale lavata di capa che ancora si annovera negli annali, ma è inutile dire che noi siam rimasti soddisfatti della cosa e altamente orgoglioni eheh.

E poi ricordo una delle più grandi beffe della mia vita scolastica...
Andavo al liceo in treno, quel giorno c'era la verifica di storia, materia che non mi è mai piaciuta. Ovviamente non avevo studiato una cippa. E poi c'era un convegno sulle biotecnologie in università, e mi allettava.
Arrivai a milano in ritardo, per colpa dei soliti treni, e mi dissi che, cavolo, potevo anche bigiare e andare al convegno.... però sempre per il fatto che io sono assurdamente ligia al mio dovere, presi la metro e andai a scuola, ad affrontare l'amaro destino, conscia che avrei preso 4 per grazia ricevuta.
Arrivo in ritardo, la campanella è gia suonata, non c'è nessuno per i corridoi... silenzio... vado alla mia classe, do la classica bussata pro-forma ed apro... AULA VUOTA!
Ci rimango male, penso a dove caspita potranno mai essersi spostati, la bidella non me lo sa dire... allora vado dalla vice-preside e le dico "scusi, mi son persa la classe!"

E lei sorride e fa "Ah no.... son andati ad un convegno sulle biotecnologie!!!"

NUOOOOOOOOOO!

E così fu che presi la metro e li raggiunsi... se avessi bigiato sarei arrivata in orario ahah (inutile dire le risate che si è fatta la prof, che per inciso è quella da cui vado ogni tanto)

 

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Fibrosarcoma Vaccino-Indotto

Sunday, 28 October 2007 09:05 by OrkaLoca
(per chi pensa che un vaccino non dia conseguenze!)

Per fibrosarcoma (FSA) si intende un tumore maligno di origine mesenchimale localizzato a livello cutaneo, sottocutaneo o palatino. Vengono colpiti i fibroblasti immersi nella matrice di collagene; impazziscono e iniziano a replicarsi dando origine a un tumore.
Il FSA è più frequente nel gatto che nel cane e spesso è secondario all'inoculo di un vaccino.
Si stan ancora facendo molti studi a riguardo, inizialmente si pensava che solo il vaccino della felv desse origine al fibrosarcoma, ma poi si è notato che in molti casi quel vaccino non era stato praticato. Il meccanismo di insorgenza è ancora da chiarire, e infatti si sta lavorando per stabilire se cio che causa il tumore sia il vaccino in quanto tale, l'azione traumatica dell'iniezione, o la combinazione dei fattori.
Di sicuro ha un ruolo importante il processo infiammatorio che viene innescato con l'iniezione e l'inoculo del vaccino.

La terapia di elezione è chirurgica e prevede l'asportazione della massa con ampi margini di escissione, e si parla di togliere 2-3cm di tessuto sano attorno al tumore.
Il FSA tende a recidivare nel 15-30% dei casi un anno dopo la chirurgia, ma il tasso metastatico sembra essere basso, che vuol dire che è difficile che se ne vada in giro, ma è molto probabile che tolto chirurgicamente si riformi nella stessa posizione.
Comunque un gatto con FSA ha una aspettativa di vita breve, un paio d'anni in genere, poi dipende dai casi di gravità.

Questo per quanto riguarda le informazioni scientifiche, ma ora parlo da padrona:

Un giorno ti accorgi che la tua gatta ha una pallina tra le scapole, ti preoccupi e la porti dal vet.
Il vet guarda, palpa, mugugna, non è per nulla convinto, vuol fare una biopsia.
Si fa la biopsia ed il responso è tremendo: Fibrosarcoma! C'è da operare subito!
La settimana dopo il gatto è operato, ha uno sbrego di 5 cm sulla schiena, gli han tolto la pallina e con essa un muscolo e una spina di una vertebra, perchè si deve togliere quanto piu possibile per scongiurare una recidiva.
Il risultato è un gatto con una fossa sulla schiena, ma chi se ne frega se poi puo stare bene!
E il gatto sta bene... per un po'.
Dopo qualche mese, forse un anno, eccola li, ancora una pallina... stesso posto!
Ma la gatta è vitale, si vede che la voglia ce l'ha! E allora via, altro giro dal vet, altra operazione, piu invasiva della prima, stavolta lo sbrego sulla schiena è ben piu lungo del primo.
Non c'è altro da fare, la chemio non serve per questo tipo di tumore, e la radioterapia era ancora sperimentale. Si c'era un centro a zurigo dove la facevano, ma prendevano gatti fino a 10 anni d'età. La gatta ne aveva 11!
E così si spera e si prega, ognuno a modo suo, e si tira avanti ancora 6 mesi, quando eccola li, ancora lei, la pallina, stesso posto.
Guardi negli occhi la gatta, e lei ti guarda.... lei ti guarda per capire perchè le stia accadendo questa cosa, senza colpevolizzare lei chiede solo perchè. E tu la guardi sentendoti un verme perchè un po' è stata colpa tua, dei vaccini, ti han detto, ma non ti si leva dalla testa che se solo avessi avuto piu informazioni i vaccini glieli avresti fatti fare nelle cosce, non nella schiena, perchè i fibrosarcomi alle zampe si risolvono molto meglio con l'amputazione! Ma la schiena non la puoi amputare!
Guardi la tua gatta che ti guarda, e non puoi fare altro che prometterle che non soffrirà più, che non la torturerai, andrà avanti finchè vorrà, e poi le darai una morte dignitosa.
E così è. Passano i mesi, pochi, la massa s'ingrandisce, e ne compaiono altre, sotto le ascelle, sulla schiena, sul torace... nei polmoni, perchè lei respira a fatica.
Ma è vitale, ha la voglia di vivere negli occhi, e tu benedici ogni giorno  in piu che è stato donato.
Poi però un giorno la vedi... è li, è triste, non si muove più, alza gli occhi chiedendoti ancora un flebile perchè, ma oramai non  le interessa piu così tanto. Ti chiede se gentilmente, per favore, puoi farla stare meglio, che lei proprio non ce la fa più.
E tu si, lo sai che puoi... e ora il momento è giunto.  Chiami il veterinario perchè venga a casa, che in un ultimo segno d'affetto non la vuoi muovere.

Quel che resta ora sono delle bellissime primule che sorveglian il luogo in cui lei riposa, e la conoscenza, la coscienza, e la possibilità di cercar d'evitare il ripetersi nella cosa, in futuro.
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