Acqua & Mare
Il Blog di OrkaLoca

Memorie: orka e l'inglese

by orkaloca January 8 io me * amarcord

Credo di non aver mai raccontato di come ho imparato l'inglese, e di come l'odio palese e dichiarato si sia trasformato in amore sfegatato.

Tutto cominciò nel lontano '91. 20 anni fa, mamma mia se fa effetto.
All'epoca avevo 11 anni e mi trovavo ad affrontare le medie. Quando ero giovane io non si studiava lingua alle elementari, il primo approccio con le lingue avveniva alle medie.
All'epoca eravamo anche sull'orlo di un trasloco. Io avrei fatto il primo anno nella scuola milanese, ma poi avrei fatto seconda e terza nella scuola di campagna.
Dato che non si sapeva bene quale lingua avrei trovato nella scuola nuova, e dato che la scuola milanese ne dava l'opportunità, il primo anno ho fatto una classe bilingue: inglese e francese.

Col francese non litigavo granchè, ma con l'inglese... uhhh che dolori.

Anzitutto la prof, me la ricorderò finchè campo, vecchia arcigna (probabilmente 50enne ma a me pareva una mummia e così me la ricordo), con la vocetta stridula e questo cappotto col collo di "penne di fagiano" (la genitrice mi disse che in verità era un qualche mammifero ma io me la figurerò sempre con le penne di fagiano al collo).
Era una fanatica del metodo "full immersion", prendi un pargolo, sbattigli in faccia l'inglese, e vedi che accade.
Così il primo giorno entra e inizia a strepitare "AHHH STENDAP STENDAP! SCIATAP! SCIATAP! SITDDAUN!"

EHHHHH???? O____O

Fu dannatamente traumatico, io che non avevo mai sentito una parola di inglese non ci capivo una mazza!

Poi aveva questo modo assurdo di spiegare la grammatica... esempio: composizione delle frasi affermative ed interogative, e me lo ricorderò a vita dato che fui la sua cavia.
Mi indica, quindi mette davanti a se queste due pile di cartoncini. Una pila conteneva i pronomi personali (I, you, he, she, it, we, they), l'altra pila conteneva le coniugazioni del verbo essere (am, are, is).
Sceglie due cartoncini e li tira su davanti a lei. Capisco che vuole che li legga, ma badate che non ne capivo il perchè. Leggo IT - IS. Cosa vuol dire non lo so, ma forse se glielo leggo poi mi lascia in pace.
Invece no, lei fa una cosa strana... inverte l'ordine dei cartoncini. E io vado in crisi. Che fa? Ma mica si spostan così le parole! Cioè se io affermo dico "lui è alto!" se chiedo dico "lui è alto?" mica si spostano le parole!
Ma cosa vuole questa da me! E perchè urla? Ma che vuole, si spiegasse!
Lei invece no, quel che fece fu iniziare a chiamarmi valentina. Si sapete VA-LENTINA perchè io alle cose non ci arrivavo.
Odiavo lei e quel che è peggio finii quel primo anno odiando con tutte le mie forze l'inglese.

Il francese invece mi era più amico.
Quando mi iscrissi, l'anno dopo, nella scuola nuova, scoprii che c'era la possibilità di fare o inglese o francese. Che ve lo dico a fare, iniziai a impuntarmi, io con l'inglese non volevo aver più nulla a che spartire.
Invece lo sapete come funzionano queste cose, ne seguì un bombardamento da ogni fronte a suon di "ma no fai inglese che con l'inglese vai ovunque" (tranne che in spagna ma questo è un dettaglio :p) così alla fine ho ceduto e fatto inglese.
Nella scuola nuova andò un po' meglio, ma c'è da dire che non ho mai brillato. Me la cavicchiavo. Continuavo a non sopportare i "ricopia il brano 3 volte" ed i "lissen en ripit" ma andava un pelo meglio.

Il periodo del liceo lo potremmo invece definire "nuovo incubo". Fummo sfigatissimi, non siamo riusciti a tenerci una prof di inglese per un anno intero. C'era quella che poi l'han trasferita, quella che è rimasta incinta, quello che se ne è andato, quella incinta che dopo essersi de-cintizzata è tornata, quello che voleva fare il simpaticone ma era un coglione, e per concludere quella il cui unico scopo doveva essere introdurci all'inglese scientifico con letture e discussioni (come previsto dal piano di studi del tecnico biologico) ma di argomenti scientifici non ne sapeva una mazza (tanto che sbagliò a correggere alcune domande nei compiti dell'esame, e quando glielo facemmo presente disse "ehhh oramai sono corretti". Stronza!)

Al termine del mio percorso di studi, dopo 8 anni di inglese, son uscita dal liceo sapendo sì le regole grammaticali, ma con un lessico poverissimo e senza esser in grado di metter assieme una frase più articolata di "de buc is on de teibol". Perfino nelle mie 3 settimane in irlanda son andata avanti quasi solo con "yes please" "no thanks" "how much is it?"

Poi per fortuna è arrivato internet, ed ha fatto il miracolo laddove uno stuolo di insegnanti inetti avevano fatto il disastro.
Perchè se cerchi qualcosa in italiano trovi 10, ma se cerchi in inglese trovi 1000. E così a furia di siti, community e video in inglese, il dizionario l'ho preso in mano sempre meno, ho compreso sempre di più il parlato ed ho scritto con sempre meno timore e più scioltezza.

Ora non posso dire di esser bravissima, e ogni tanto qualche parola la guardo ancora sul dizionario, ma posso comunicare efficacemente in inglese con frasi che siano qualcosa di più che non soggetto-verbo-complemento, posso affrontare senza difficoltà un dialogo (se l'altro non si mangia le parole), sono in grado di comprendere quasi al 100% video e canzoni in inglese.
Questo mi da grande soddisfazione. Mi fa piacere rendermi talvolta conto di aver usato una frase non scontata, un termine non basilare, e sopratutto mi son resa conto, ora che lo parlo scrivo e comprendo, che l'inglese è una lingua stupenda.

Peccato solo che l'ho dovuto scoprire da sola, mi sarebbe piaciuto aver maestri in grado di farmelo capire molto prima.


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peter pan

by orkaloca September 19 io me * riflessivando * amarcord * amicici

son tornata oggi pomeriggio da un weekend padovano, che vi racconterò poi perchè andato benissimo, e controllando le mail ne ho trovata una dalle mie compagne universitarie d'ancona. Salta fuori la notiziona, una di loro si sposerà a dicembre e lo sapevan praticamente tutte, tranne la sottoscritta.

E allora vado a fare un bagno e intanto penso ed ecco arrivare la tristezza e la voglia di tornare indietro nel tempo. Ma quanto eran belli quegli anni?
Così mi trovo a chiedermi perchè il tempo non si sia potuto fermare a quell'epoca, e mi chiedo anche perchè mai dopo la laurea io sia tornata in terra lombarda.
e la tragica risposta è che in effetti non lo so. L'unica ragione che mi viene in mente è al contempo una delle meno valide di questo mondo. Credo d'esser tornata in patria solo perchè "così fan tutti" perchè nella mia mente era nell'ordine delle cose, perchè la scaletta doveva essere Vado-Studio-Mi laureo-Torno.
E questa è davvero la ragione più cretina che possa esserci.

Chiariamo, so benissimo che se fossi stata giu non avrei vissuto tante belle cose che ho vissuto tornando su, e non avrei la vita di ora, che ammetto mi piace piuttosto anzichenò, però sempre più spesso mi rendo conto come questa lontananza stia facendo diventare quasi estranei gli amici che tanto cari mi eran ai tempi universitari.
Vivon le loro vite e io non ne so nulla, i loro bimbi crescono e per me, che li vedo solo via foto, un giorno son appena nati e il giorno dopo han gia due anni... E' tragico perchè vorrei esserci molto di più, vorrei condividere con loro di più, e mi mancano tremendamente.

Probabilmente cio è dovuto anche al fatto che qui, oltre quei due grandissimi amici storici che ho, non ho nessun altro. Nessun gruppo, nessuna vita sociale, e perfino i lunedi di reiki li ho disertati perchè sinceramente era troppo uno sbattimento andar fino a milano alle 8 di sera e sopratutto tornare dopo mezzanotte.

Sapete che vi dico? Devo smetterla di fare il bagno quando son troppo stanca, che poi penso troppo e non va niente bene :p


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Il fantasma di Bubbagamp

by orkaloca September 9 io me * amarcord * animali

Una cosa che sapete di me è che ho una insana passione per le bestie strane.
Credo sappiate anche che se vedo una bestia in difficoltà tendo a prendermene cura.
Cio che forse non sapete è che una delle bestie più strane che ho avuto è stato... un gambero rosso della louisiana (procambarus clarkii)!

Torniamo indietro nel tempo al mio primo anno d'università. Un giorno vado al supermercato e al banco pesce, sopra una pila di granchietti pronti da impadellare, vedo troneggiare un... gambero!
Vivo, rosso, non molto vispo in verità.
Penserete non ci sia nulla di strano, se non che quel gambero non era certo di mare, e era solo lui.
Chiedo alla commessa "scusi cos'è quello?" risponde "oh nulla un gambero di fiume" io "ma lo vende?" lei "no ora lo butto!" io "me lo regala?"
Le sarò sembrata strana, ma mi ha assecondata, e così fu che tornai a casa con un gambero di fiume vivo in uno scartoccetto. Poi ho scoperto la sua specie e la sua provenienza, specie importata dall'america e poi sfuggita dagli allevamenti.

Non avevo grandi speranze sopravvivesse, invece passarono i giorni e lui si rimise in forze. Io recuperai l'acquario da casa dei miei ed il gambero ebbe degna magione.
E anche un nome... si come i gamberi di Forrest Gump: Bubbagamp (si con la A)

Quel gambelo mi fece vedere i sorci verdi. Era una bestia interessante ma decisamente non domestica. Appena qualcuno s'avvicinava all'acquario lui subito alzava le chele e si faceva tutto aggressivo e minaccioso.
Mi ha attaccata, ha fatto fuori un pesce della genitrice, si buttava nel tritarifiuti.... però era anche emozionante, come quella volta che mi son collassata per poi saltar di gioia quando ha fatto la sua prima muta. Ed era carinissimo quando prendeva tra le cheline la sua pastiglia di alghe per rotolarsela davanti alle mandobole. E non si contan le volte che son andata dal pescivendolo a chiedere "mi da una sardina?" e tornata a casa porzionavo la sardina, ne congelavo i pezzetti singolarmente incartati, e quella era la cena dell'animalo.

Bubbagamp è sopravvissuto quasi un anno e ha fatto 4 mute, poi purtroppo l'ultima è andata male, gli è rimasto un ciuffo di branchie fuori dal carapace, ha fatto infezione, e una mattina, era domenica, l'ho trovato morto.
Ho pianto, e poi son andata a seppellirlo su un promontorio proprio a picco sul mare, un posto meraviglioso.

Ecco ora che vi ho raccontato questo posso raccontarvi cio che mi è capitato oggi, sicura che potrete capire.

Stamane mi son svegliata di cattivo umore e stanca, dopo una notte popolata di incubi. Ho cucito un po', poi mi son vestita e son partita per andare da C., la bimba cui faccio ripetizioni di matematica.
Salto in auto e vado, dopo nemmeno 5 minuti sono all'ingresso del suo paese. Per entrare in paese devo lasciar la statale ed imboccare una stradella tra i campi, giro a sinistra, e proprio mentre giro ecco che il mio cervello percepisce qualcosa di scuro, piccolo e semovente proprio in mezzo alla carreggiata.
Faccio appena in tempo a sterzare e guardare cosa sia e li in mezzo, che zampetta, con le sue chele tenute alte e minacciose, c'è proprio un gambero di fiume! Proprio come Bubbagamp!

In un istante ho deciso: mi fermo, lo raccolgo, me lo porto a casa. Non è l'ambiente di un gambero questo, e questo gambero non è nel suo paese.
Fermo la macchina poco più in la, in uno slargo, scendo, mi giro per andar a prender l'animale... ma un'auto mi passa accanto, andando verso l'incrocio, e senza troppe cerimonie SPATACRACK trasforma il gambero in un poster a colori.

Ci son rimasta malissimo, con flebile speranza ho raggiunto l'ex gambero, ma ho potuto solo constatare che al suo posto c'era solo una purea di gambero.

Mi son voltata, son risalita in auto, ed ho ripreso la mia via.
Però ancora mi turba questa cosa.

Certo che solo io potevo affezionarmi ad un gambero, per di più stronzo, tanto da star male allo spatascio di un gambero simile.


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flusso di pensieri in vasca da bagno


Certo che quel modello è proprio bello, devo provare a farlo, tessuto tecnico dice, ma sembra tanto alcantara, dovrei fare una prova, o andare da paolo a vedere che altre stoffe ha, ma poi l'alcantara è un tessuto tecnico? ma che secondo me non serve per forza un tessuto tecnico, poi c'è il matrimonio della silvia e li sotto ci sta bene quel vestitino a tubino od anche lo spezzato in shantung però sarà ottobre e può essere freddo ma anche caldo e come faccio a prevederlo e poi vorrei finire il vestito con un po' d'anticipo mica all'ultimo per non aver sorprese come l'ultima volta, allora potrei fare vari modelli con la stessa stoffa, come ha fatto aureole nel post di oggi e poi scegliere al momento... certo che son proprio belli i vestiti strani di aureole, potrei pure farmene fare uno, mmm la robe onirique è fantastica... ma no poi sarei troppo eccentrica, la gente non capisce, però chissà come potrebbe venire un tubino di taglio classico ma tutto decorato con applicazioni e simili, potrebbe esser un bel contrasto... certo che se avessi il modello di quel vestitino che mi fece nonna, l'ultimo vestito che mi ha fatto, che avevo 16 anno, beh ero alle superiori, gia l'ultimo che mi ha fatto perchè anche li, come fa sempre, ha deciso che era meglio farlo diverso da come lo volevo io, e così da lungo lungo lo ha fatto a vestitino e faceva i "cannelloni" sulla gonna e non l'ho mai messo, che poi era anche troppo serioso, gessato grigio, che poi quel vestito non l'ho più per tirar giu il modello, e il cartamodello non ce l'ho che era della Pina. E' strano come le bidelle siano entità quasi astratte alle medie, io mica me le ricordo le bidelle delle medie, quando abbiamo girato il film le abbiamo anche ringraziate e io mi son detta "ah perchè ci sono delle bidelle?", mentre alle superiori le bidelle diventano un po' complici, che noi avevamo al piano la signora Pina, che era bassa e coi capelli rossi, e tutta tutta napoletana, che la si canzonava un po' ma lei ci è sempre stata e scherzava con tutti noi, ed era sempre li a lavorare a maglia, e aveva il burda e una mattina ho visto quel modello e le ho chiesto di prestarmi il giornale e lei me lo ha dato così l'ho portato da nonna per farmi fare il vestito. Che c'è stata anche la volta che dovevo recuperare una verifica e il prof me l'ha fatta fare in corridoio, al tavolo della Pina, con lei che un po' guardava, e un po' faceva finta di non vedere quando sbirciavo gli appunti. L'ultima volta che son andata a scuola ci ha messo un po' a riconoscermi, ma chissà quanti ne vede passare, e io non le ho mai dato troppo filo da torcere. Uff ancora mal di testa, dita? cotte a dovere mmm si è ora di uscire ora appena esco devo scrivere tutti questi pensieri perchè almeno così la gente capisce perchè una delle domande cui mi è più difficile rispondere è...

"a cosa stai pensando?"


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Riminiscenze infantili

by orkaloca December 17 orka con ago e filo * amarcord

Il gene sartoriale l'ho preso dalle due nonne, senza dubbio. Una che si dilettava a far vestiti, l'altra che l'ha sempre fatto per lavoro e tutt'ora lo fa.
Non deve quindi stupire che fin da piccolissima io abbia visto in giro per casa aghi, spilli, macchina per cucire e così via. Nè è strano che ancora in età da elementari io potessi aver accesso ad ago e filo per "far i vestiti" alle bambole... quelle poche che avevo e che non son finite impiccate o rapate.

Ebbene, questo per introdurvi un ricordo che spesso, quando cucio, mi ronza in testa.

Dovete sapere che la piccola Orka era un po' una teppa... non di quei marmocchi iperattivi direi, più di quelli che, annoiandosi facilmente, ne fanno e pensano cento.
E in questo marachellare non ero sola, giammai. Mia fida compagna era S., la mia migliore amica. Lei era moooolto più tranquilla di me, io la portavo sulla via della perdizione :p
Teatro delle nostre vicende era sempre casa di mia nonna, che era vicino casa di S. e dove io ero stabile il pomeriggio.
E anche S., dato che quasi ogni pomeriggio ci vedevamo. Non vedersi equivaleva pressochè alla fine del mondo. (e notate che ci vedevamo comunque ogni mattina dato che eravamo in classe assieme)
Ebbene tra i nostri giochi preferiti c'era "facciamo che eravamo due sorelle e dovevamo cucire il vestito al bambino/cane" (che fosse bambino o cane dipendeva da quale gioco avevo dalla nonna al momento)

Quel giorno avevamo deciso di fare proprio questo gioco, così partì la retata in cameretta di nonna, con conseguente sequestro di due aghi, filo e scampoletti di stoffa.
Giochiamo, cuciamo, ci pungiamo un po', ma il bello sta anche li.
Quando ben è ora di metter via la tragedia... mi casca l'ago e non lo trovo più. Cerca e cerca non salta fuori, e con la leggerezza tipica dei pargoli faccio spallucce e via andare, andiamo a riporre il resto.
Nonna ci vede e chiede "avete messo via tutto? non avete lasicato aghi o spilli in giro vero?" e noi ovviamente "MA CEEEEERTO!"

Si sa le bugie han le gambe corte. A volte più corte del solito. La mia le gambe non le aveva proprio... nemmeno un'ora dopo, camminando in sala, il mio piede ha ritrovato l'ago.
Ovviamente finendoci proprio sopra.
E, dato che io le cose se le faccio le faccio bene, mi ritrovai questo bell'ago infilzato per metà dentro il mio tenero piedino, che allora non era ancora scemo, proprio nel mezzo.
AIOHHH!

Da allora conto sempre quanti spilli uso per fermare la stoffa, o gli aghi che ho nel puntaspilli... e non è per un disordine ossessivo-compulsivo :p

 


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Cinismi fisici

by orkaloca November 8 cinismi * amarcord * sgrunt

Ispirata ieri sera da un post sul blog di agrimonia, mi si è avvelenato il dentino, e mi son detta "devo proprio fare un post sui prof di ginnastica".
Ma ieri era tardi. Oggi invece la pioggia mi ha messo del giusto umore e ha fomentato la vena cinica.

Partiamo dal presupposto che io con gli sport son sempre stata una mezza sega. O per meglio dire, non avendo nè potenza nè forza non son mai andata bene in tutte quelle cose che richiedono queste doti... pallavolo, basket, atletica, e via così.
Andavo molto meglio nelle cose che richiedessero resistenza o elasticità... e infatti i miei sport son stati quelli "artistici" tipo pattinaggio su ghiaccio o ginnastica ritmica.
Facendo sport artistici si affinò il mio senso estetico... motivo per il quale a 13 anni circa litigai con il maestro di tennis in montagna. La mia amica faceva il corso, e nonna iscrisse anche me.
Ben munita di divisina bianca e racchetta rosa e viola, l'impresa naufragò alla seconda lezione o poco più, quando la maestra mi urlò "INSOMMAAAA PIEGA QUELLE GAMBE!!! DEVI STARE COME SUL WATER!!!"
E io, che venivo da anni di ritmica, le risposi "MA NON E' ELEGANTE!"
Mi beccai non so quanti giri di corsa del campo e ovviamente non andai più a tennis.

Fattovi il quadro della situazione, torno all'argomento principe, i professori di ginnastica. Non ne ho trovato uno, dico uno, che non fosse una brutta bestia!
Anzitutto spiegatemi perchè, se la materia si chiama educazione fisica, io devo fare sempre e solo pallavolo!
Che io la pallavolo l'ho sempre detestata!
Forse anche perchè nessuno si è mai preso la briga di spiegarmi come fare a correggere i miei errori. Eh gia, perchè perder tempo con l'imbranata?

Io non son mai stata capace di far passare la palla oltre la rete in battuta, nè dall'alto nè dal basso. Non salto in alto, quindi muro zero, e non ho forza nelle braccia, quindi zero schiacciate. Aggiungeteci ciccia zero sui polsi per ricevere, ed avete l'immagine  di un disastro sportivo per eccellenza.
Immaginatevi come ho passato i 5 anni del liceo, che era davvero solo ed esclusivamente pallavolo.

Ma diciamolo che se io fisicamente non son prestante, i prof di ginnastica sono mediamente degli sportivi falliti che cercano riscatto nel mondo scolastico, sperando di scoprire un talento, e invece finiscono per essere solo dei frustratoni.
Perchè pensateci, chi fa il prof di ginnastica? Quei ragazzi che magari han fatto una enormità di sport da giovani, puntando in alto, ma non ci son riusciti, e allora usciti dal liceo, troppo vecchi per coltivare ancora grandi aspirazioni, si iscrivono all'isef e finiscono a fare i prof.
Gia perchè se uno è un atleta che raggiunge dei traguardi non finisce a fare il prof, diventa allenatore in qualche società o simile.

Io ho avuto l'atleta di successo come maestra di ritmica, e le frustrate come prof.
In prima media era la Prof Balestra, che noi chiamavamo poco affettuosamente Palestra o più di frequente Barella per come ti riduceva dopo la lezione. Una che piuttosto che correggermi la battuta mi ha detto che facevo schifo e basta.
Seconda e terza media ho eliminato ogni ricordo, ma alle superiori c'era quella che era ex giocatrice di pallavolo (appunto) e per lei esisteva solo quella.
Il voto negli altri sport come lo faceva? Vi faccio l'esempio del baseball... disegna un rettangolo al muro e dice che si deve lanciar la palla dentro il rettangolo. 10 palle a disposizione, 1 voto ogni palla entrata. Capite che a una giran le palle prender un 4 così.

Quando poi c'eran delle competizioni in vista spariva con quei 4 che decideva di portare in gara, e gli altri.... a giocar a pallavolo ovviamente.

Ecco io non ho avuto dei grandi esempi in questo campo, pertanto ora nutro un certo disprezzo per la categoria.

Quindi Agrimonia cara, vai a fare muso duro con la prof, e non farti scrupoli, che tanto quelli non han sentimenti umani ^_*


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Io e gli strumenti musicali

by orkaloca September 11 io me * amarcord

La musica mi piace, non alla follia, vivo bene anche senza note nell'aere, ma se c'è me la godo.
Mi piace ascoltarla e mi piaceva farla. Ai tempi delle medie ero una delle poche che non vedeva l'ora di musica come una rottura.
In prima media il prof era un bel giovinotto col capello ribello, mi ricordo ancora il cognome, il Prof Lacchini... fu lui a darci le dritte per il primo strumento, il flauto, e mentre tutti optarono per il comunissimo flauto giallo, io volli l'Aulos tutto nero, era troppo figo (chissà dove è ora, sarà in qualche armadio eheh) e sopratutto il prof aveva detto che era migliore.

Imparai a suonarlo e sia in prima media, che nei successivi due anni in altra scuola, ero una delle poche ad aver imparato a leggere lo spartito.
Molti miei compagni non l'han mai imparato, e si scrivevano sopra alle note il nome, e io spesso mi ritrovavo a dover assistere la mia compagna di banco chemi chiedeva "che nota è questa?". Lei se la scriveva e così la sapeva suonare.

Il problema era che anche da piccola le cose facili, insegnate nel solito modo lineare, mi annoiavano a morte. In classe poi si stava al passo dei più lenti, un supplizio per i più veloci.
Fu così che mi venne sfizio di provare un altro strumento, e così i miei mi presero la tastiera.
In seconda e terza media avevo un prof davvero eclettico quindi ci era permesso scegliere lo strumento.
L'idillio con la tastiera non durò molto, per lo stesso motivo, alla terza lezione una si rompe di fare sempre e solo l'inno alla gioia che ha 4 note di mano destra e due accordi di sinistra. Su dai un po' di vita, facciamo altro!
Poi, che sono sempre ste musiche classiche? Facciamo altro dai, un po' di pop, di rock!!!

Scemato (o fattomi scemare) la vena tastieristica si prospettò una nuova opportunità... la chitarra.
Chitarre in casa ne avevo due, una normale, e una a 12 corde. Quell'anno il prof organizzò corsi pomeridiani di tastiera e chitarra, e io, manco a dirlo, volli fare quello di chitarra.
Il problema fu che a far chitarra c'ero SOLO IO, così invece che avere ore dedicate a me avevo il corso nelle stesse ore di quello di tastiera. Me ne stavo sola nell'aula di arte, accanto a quella di musica. Il prof iniziava con me, mi dava l'esercizio, e mi diceva "ora esercitati" e se ne andava di la a fare lezione alla classe di tastiera. dopo un po' tornava da me, sentiva l'esercizio, me ne dava un altro, e spariva ancora.
Avete idea di che noia sia questo?

Poi eran sempre esercizi tipo giri di accordi ripetuti all'infinito, e una volta fatto alla nausea il giro di Do che facciamo? ma ovvio suoniamo Brutta, che è ancora un estenuante e continuo giro di Do!
Ma che noia!!!
Ovviamente io capisco che è così che il metodo classico insegna, ma io non ero (e non sono) per nulla una da metodo classico. Io sono più da scuola staineriana.
E infatti accadeva che passavo l'ora di musica a ciondolare per l'aula d'arte strimpellando di malavoglia qualche accordo ogni tanto, poi tornavo a casa, tiravo fuori i vecchi spartiti del genitore, e mi esercitavo a fare "la mia banda suona il rock" in arpeggio, robetta da nulla nè...

Sapete, avrò anche un complesso di superiorità mostruoso, passatemelo, ma credo che l'istruzione classica per me sia stata una gabbia, e credo che se ho lasciato per ora da parte l'università sia anche per questo, perchè negli ultimi mesi ai corsi e alle esercitazioni mi sentivo sempre troppo in gabbia, legata da una didattica frontale basata solo ed esclusivamente sul nozionismo e su "io sono il figo professore e tu sei una merda stupido studente" (con le dovute eccezioni, ovvio, ma per la maggiore era così).
Quando poi alla terza lezione di laboratorio ci han fatto fare ancora striscio di sangue-pipettare-rifrattometro, esattamente come alla prima e alla seconda esercitazione, il latte è finito ben più in basso delle ginocchia.

Sarà forse per questo mio modo d'essere che mi sento realizzata in questa avventura creativa libera da qualsiasi costrizione se non quelle che mi impongo da sola e mi impegno a superare. E che posso superare perchè non mi scontro contro un muro che non mi fa passare.

Ecco, son partita parlando della musica, son arrivata a parlare di me... e tutto cio perchè? Solo perchè stanotte ho sognato che suonavo il Sax, strumento che fin da bimba è sempre stato all'apice della mia scala di preferenze, ma purtroppo sempre troppo costoso.
Così stamattina per gigionare un po' mi son detta che non è mai troppo tardi per imparare... ma aimè i Sax rimangono sempre strumenti troppo costosi.

Va bene allora facciamoci il programma di vita... quando sarò una artista tessile ricca e famosa, e avrò il mio laboratorio enorme, e una macchina longarm con telaio annesso, potrò sedermi sul mio tavolone da taglio (3x2mt minimo) e suonare il sax con un Pastore del Bernese accucciato accanto. Ecco :p

Ora meglio che io vada a cucire, altrimenti come li metto via i dinderi per tutto cio di cui sopra? :p 


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Pizza, Cultura Musicale e Genesi Biblica

by orkaloca May 1 io me * amarcord

Stasera pizza dai miei, anticipata al venerdi perchè domani andiamo a Padova dai soceri.

Vabbè dicevo, pizza dai miei, e mentre si mangiava, non so più di che si parlava esattamente, io dico la magica parolina ... "è ... alternativo!"
La genitrice ne aprofitta per buttarmi la una citazione "Si vabbè e Autoridotto"
Io colgo al volo la citazione e insieme la completiamo "Fuori dall'ottica del sistema"
Il genitore non è presente alla scena, Lone invece si e ci guarda come due folli perchè lui la citazionona non l'ha colta perchè lui Vecchioni si lo conosce ma non a memoria come noi.
E appunto quel che abbiam tirato fuori è un verso di una canzoncina di Vecchioni, breve quanto simpatica e sconosciuta ai più.
da qui io e la genitrice a battibeccare... lei a dire che era sull'album elisir, io a dire che no è su Samarcanda, lei a dire che l'album di Samarcanda si chiama Elisir, io a ribattere che no, Elisir ha in copertina il gioco dell'oca, Samarcanda è un altro disco...
Da qui il passo è stato breve a fiondarsi in studio per tirar fuori i dischi ed appurare... avevo ragione io, ma quel che importa è che ne è seguito un quarto d'ora di "guarda questo, guarda quello, questo è raro, quello è bello..."

Ora... i miei ancora me la menano perchè al concerto di Peter Gabriel (artista che non conoscevo affatto fino a pochi anni fa) io mi son stupita a veder che conoscevan le sue canzoni e gli ho chiesto "ma voi eravate gia pronti per questa musica qua?"
Non me la perdonano :p Così stasera ho detto che in fondo è colpa della genitrice che con tutto quel bendiddio di dischi non mi ha fatto una cultura musicale ma si è limitata a Vecchioni.
Lei dice che non è vero, che ad esempio ero gia grandicella quando lei ascoltava Bowie, però, le ho detto, lei non mi ha mai detto "guarda questo è bowie", come invece ha fatto con vecchioni. (poi diciamocelo, per un bimbo è facile appassionarsi a vecchioni ascoltando samarcanda e mandando in loop la canzoncina della citazione di cui sopra, dato che è vivace e sopratutto il ritornello dice "scemo scemo", cosa che per una settenne è la fine del mondo del divertimento e della trasgressione..... Ma bowie? Che ne capisce un bimbo di bowie? O gli si fa un ascolto guidato e gli si dice perchè la canzone è bella, o un bimbo non apprezza)
La genitrice mi dice "e che, dovevo farti le presentazionijQuery15205346005669513589_1350318397033?"
Beh, si!

Da qui parte il segone filosofico biblico... far le presentazioni è dare un nome alle cose, e l'uomo, per sua natura umana, ha bisogno di dare un nome alle cose. Si possiedono solo le cose di cui si sa il nome, e dando un nome alle cose si rimarca il possesso e il controllo su quelle cose.
Questa cosa è tanto vera che perfino il signor lassù lo sapeva.
E infatti avete presente la genesi? Dio che fa? per sei giorni si fa il culo e crea cielo, terra, acque, li sistema... tu stai qua e tu stai la... e poi ci mette un po' di flora e di fauna, e alla fine due bambascioni bipedi ai quali dice "wè ragazzi, le regole del posto son facili... niente rave che disturbate i vicini, e niente mele! Se volete passare il tempo, date il nome a un po' di cose!", e detto cio se ne è andato in ferie alle fiji.
E così l'Adamo (al quale il nome l'ha dato il creatore per rimarcar possesso) inizia a girare qua e la, vede una bestia e dice "te ti chiamo formica" poi ne vede un'altra e dice "te sei la tigre" e così va avanti dando nomi e prendendo coscienza delle cose...
Gira e gira e trova un animale dallo sguardo poco intelligente, e lo chiama cefalorinco... poi ne vede un altro con lo sguardo ancora meno intelligente, e siccome difetta di fantasia lo chiama rincocefalo.

Ecco perchè io la musica l'ho scoperta solo in età decisamente avanzata, perchè ho iniziato a conoscerla solo quando son stata in grado di darle un nome e di capire perchè una certa canzone è bella o meno. Direi che ho cominciato ad apprezzarla quando, con lo scopo di imparare un po' di inglese seriamente, mi son presa dischi e cassette e mi son messa a trascrivere e tradurre i testi delle canzoni, ascoltandole. E così le porte della conoscenza musicale son state aperte dai culture club, dai rockets, dai berlin (con la colonna sonora di top gun), e si lo ammetto pure dai backstreet boys... e non è un caso se ora nel mio inglese ci sono tante locuzioni non correttissime grammaticalmente, forse, ma sicuramente valide musicalmente :p

Tutto cio per dire che? Nulla, giusto per raccontar un po' di me ^_^


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I due lati della cattedra

by orkaloca April 30 amarcord * lavorare

Le più vecchie del mio blog forse lo sanno, ma molte certo no... Ebbene io la maturità l'ho fatta due volte, la prima seduta di qua dalla cattedra, come esaminata, la seconda seduta di la dalla cattedra, come esaminante.

Alla scuola che frequentai anche io quell'anno ci fu un boom di iscrizioni di studenti privatisti e dovettero fare tantissime sezioni d'esame e chiamare oltre ai professori interni anche degli esterni e tra questi ci fui io, che avevo portato il mio curriculum per delle eventuali supplenze. (in realtà la cosa fu più articolata ma ve la risparmio :p)
Il fatto fu che mi ritrovai a far la commissaria d'esame per i privatisti nell'aula accanto a quella in cui quelli che un tempo furono i miei professori tenevano gli esami per gli interni.
E scene comiche per i corridoi e le aule non si sono risparmiate.

Gia quando mi han chiamata e mi han detto la mia materia qualcuno s'è messo a ridere.... IGIENE E PUERICULTURA... passi per igiene (che alla fine è un misto tra anatomia e microbiologia) ma puericultura? IO? Che per me la puericultura è "prendi un bambino e passalo sul gas o in forno direttamente" ?
Insomma mi son dovuta fare una cultura sul nemico, dal concepimento al parto allo svezzamento. Quindi capite che io posso dire di conoscere bene il nemico :p

E da qui è stato tutto un ridere...

Alla prima interrogazione ero forse più agitata io della ragazza esaminata... la faccio facile "dimmi un argomento a piacere"... va in panico e in  meno di 3 secondi scoppia a piangere. Io ci resto di merda. Esce per bere e calmarsi, rientra, ripiange, così per tre volte. Alla fine mi fa una paurosa scena muta, metto il primo 4 della mia vita e son stata generosa -_- cominciamo bene!

Andiamo avanti e scopro cose illuminanti, ad esempio c'è un tizio sui 40 (perchè i privatisti arrivano di ogni età) di quelli che "ho ragione io sempre e comunque", che mi spiega l'apparato digerente e mi dice che dopo l'intestino ci sono i reni! O.o' E' stata dura fargli capire che non siam fatti proprio così, e se ne è andato che comunque riteneva i reni dopo l'intestino.

Poi c'è stata quella che nessuno ha capito cosa ci facesse li, dato che aveva gia pure una laurea. Che ve lo dico a fare, l'ho tenuta sotto un'ora solo perchè era una goduria starla a sentire.

Poi la signora sui 45, con 3 figli, penso di fargliela facile con due domande "mi parli del parto" e "mi parli dello svezzamento" ... dico, porcapaletta, ne hai fatti 3, te lo ricorderai cosa succede no? NO! Una tragedia.

Scene comiche nei corridoi... io che incontro una mia ex prof e la saluto con "PROFEEE!" e subito dopo sento dietro di me un meno allegro "profeee" io non mi giro finchè la mia prof non mi dice "guarda che chiama te!" AH! Hemmm in effetti... son profe, che sensooooo

Non vi dico poi la tragedia degli scritti, dove ho potuto appurare che nelle scuole di recupero anni ed esami insegnano per modo di dire. Tipo, lo sapete che l'apparato riproduttivo femminile ha la forma della testa di Sid? (si il bradipo dell'era glaciale!)

Sicuramente il potere da alla testa, e ci son cascata anche io, lo ammetto...anche io ho fatto la stronza. ghgh ma buona dai...
Mi si presenta sto ragazzo, 18 anni, carino, due occhi blu da panico, perdutamente gay (SIGH) di quelli a modo, timidi, teneri, si presenta con una tesina sulla discriminazione dei gay nella seconda guerra mondiale... e io li come una faina stronza gli chiedo... "mi faccia uno schema dell'apparato riproduttore maschile e me ne parli!"
Ecco io nella mia ultima tornata di tinte su stoffa ho visto meno rossi di quanti non ne siano passati sul suo viso. Però poi son stata buona e gli ho dato un bel 9 (un po' regalato ma.... si vedeva che aveva studiato! :p) e mi son pure fatta lasciare la tesina che era davvero bella.

Devo dire che è stata alla fine un'esperienza divertente (e remunerativa ammettiamolo) peccato che ora il numero di iscritti privatisti è rientrato e non chiamano più commissari esterni. Tornerei volentieri a tort... esaminare un po' di ragazzi ghghgh :p


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Ieri e Oggi


Ieri:
PiccolaOrka faceva i lavoretti creativi, collage, eccetera, a casa della nonna.
E la nonna le diceva "PiccolaOrka, non sprecare la colla, mettila solo sugli angoli"
E PiccolaOrka diligente la metteva solo sugli angoli.
E un tubetto di colla Pritt le durava in eterno, tanto da dover esser cambiato per sopraggiunti limiti d'età e durezza marmorea.
E PiccolaOrka usava la TubettoPritt per incollare, la Coccoina per sniffare (odore unico ma incollava un tubo!), il Vinavil per fare l'aliena cambiapelle.

Oggi:
GrandeOrka si dedica ancora ai lavoretti creativi, collage, eccetera, a casa sua però.
E la nonna ammira le opere fatte e finite.
E GrandeOrka ora puo incollare per bene abbondando dove necessario.
E un tubetto di colla Pritt le è durato 4 giorni!
E GrandOrka ora usa la TubettoPritt per la carta, la TubettoPrittForte per il cartoncino e i nastri, la Superattak per fermare i nastri, la Santa-Colla-a-Caldo per alcune decorazioni, ed il Vinavil per i nastri.
Ma ancora ogni tanto si diverte a far l'aliena cambiapelle, quando nessuno la vede. :p


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