Dicon di me


E' sempre bello rileggere certe cose.

Nell'edizione dell'estate 2011, Gabriella Manara, allora vicepresidente di QuiltItalia, scriveva a proposito del mio quilt "Ceci ne sera pas un papillon":

"Merita una particolare menzione il lavoro Ceci ne sera pas un papillon di Silvia Dell'Aere, un'opera che affronta il tema del concorso da un punto i vista "animalista" introducendo sulla superficie del top un particolare shock rappresentato dall'effetto "insanguinato".
Alsilà della indiscussa capacità tecnica dell'artista, la Dell'Aere introduce un elemento di novità dato dalla cruda rappresentazione della realtà, destinato a far parlare di se.
L'opera si aggiudica il premio speciale per l'impatto emotivo"


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My corner-studio

by Orkaloca agosto 25 vita di tutti i giorni

Have I ever shown you my corner-studio?
I don't think :) so....

It's a corner-studio because is my creative space, my studio, the place where my works born... and it's also a corner, literally.
A corner of my living-room, that's large so I moved the couch from the wall and in the little space between couch and wall I've made my studio. It's about 6x9feet.

It's small but as you can see I've tried to organize it at the best :)
There's the table where I design, cut and sew, the ironing board and a small shelf-case where I keep books, projects, threads, battings, my second machine and all the notions and items I need ready ner me.
Then there are the rack and the plastic boxes where I keep my fabric stash and WIPs, and finally there's my beloved the mannequin.

It seems messy... no it IS messy, and small, but it has a great pro... this:

That window that allows me to have the best natural light I can desire on my table.

Well, my sewing world is all here :)

Small? Let's say intimate and cozy ^_*


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Why I (do not) blog

by Orkaloca agosto 16 vita di tutti i giorni

On the quiltart list was recently asked a simple as interesting question: why we blog?

Why do you start and why, above all, you go on?

I started my first blog in 2003, and since then I've had many, for various reasons and purposes. I started because everyone did it, then I was hooked in blogging.
I've always kept logs, but the blog allow you to throw an idea in the world and gather feedbacks from the world. And this is precisely what led me to continue blogging.

Feedbacks, comments, are why I continue to write and why, sometimes, I stop.
When comments low down I think that what I say doesn't interest, so I stop writing.

Then after a while  the desire to communicate, to send my thoughts in the world, arise so I start write again.

There are bloggers who write with an impressive assiduousness, I was like this time ago, but now I write less.
Why?
That's the interesting question... not why I blog but why I don't blog when I don't blog.

Lack of ideas? Certainly not.
But ...

But I don't like to publish twelve times the same thing. Neither here nor on facebook. There are authors who publish in various posts the same photos, or share again and again an image already shared... I don't think this makes sense, I like to show only new things. And new things needs their time, so I can't write a post a day.

I tend to publish few works in progress, because I believe (and tell me if I'm wrong) that people are not interested in WIPs and detail photos. I think they are interested in photos of the finished work. Probably this is absurd because I like to see WIPs, but I'm convinced that my WIPs are not interesting.

When good things happen to me, like when I publish an article, I find difficult to say this for fear of being presumptuous. In my life I have been told so many times "not to be arrogant" when I said something I did and I was glad I did well, that now I tend to don't say anything.

When I do something special in the eyes of others is never special in my eyes, "I only did my duty," so why should I publish it, if it is not anything special? This is holding me back from publishing many things that I don't "feel" special, maybe for others would be also interesting, but for me they aren't and therefore I cannot convince me that they would be interesting for others.

I am not able to spread as a new and original idea, writing hundreds of posts, a well known and banal technique. I see more and more people using this trick. I cannot do it so I write only when I have something concrete to show, I'm not good at marketing thin air.

In short, when in my brain arise the idea of ​​a post, it must overcome so many tests and steps that are rarely promoted to writable.
This is why several days can pass between two posts.

The only problem is that few writing leads to few comments to feed my desire to write ... so we return to the start of this post... why I write... :)))


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Introducing Nala


Usually I don't write here about my everyday life but, you know, there's no quilter without one (or more) furry friends.
I already had Dakota and Pedalino

But in March we had a new, totally funny, entry: NALA

Let me introduce her to you...

When she's arrived she was 3 and half months and looked like this:

Now she's 8 months and half old and she looks like this:

She's my first dog, a Bernese Mountain Dog... sweety, obedient and absolutely funny!

Guess who's fallen in love? :)


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Halloween


Halloween è passato e non sono mancate le occasioni per il fai da te :) Che poi, va bene la mia passione per il quilting, ma ogni tanto bisogna prendere una pausa ^_^

Avevo gia mostrato la corona fuoriporta e l'orrido pagliaccio in un post precedente, ecco ora la foto dell'allestimento dell'ingresso, con la corona, l'albero di halloween con il pagliaccetto in cima e sul campanello un disegno (selvaggiamente scaricato dalla rete :p) di Frankie e gentil signora :)

Frankie e gentil signora ci sono perchè quest'anno questo è stato il tema del travestimento mio e di mio marito.

Niente costosi costumi, studiando un po' di immagini dal film "la moglie di Frankenstein" ho visto che la sposa ha, a parte i caratteristici capelli, una tunica bianca e le braccia bendate. Tunica e bende tenuti assieme da spille da balia!
Quindi ho tagliato un rettangolo di una stoffaccia bianca, buco in mezzo, piega a metà, cucitura ai lati, e fatta la tunica. Due strisce di stoffa tagliate a strappo ed ecco le bende. Il tutto appuntato su una maglia con spille da balia.

Frankie invece ha di tipico la testa quadra, per il resto indossa un abito scuro. Per Lone quindi ho deciso di fare la testa quadra ma... scalottata, cioè col cervello a vista.
Il cervello l'ho fatto con una calotta di feltro, sigillante acrilico (quello per fessure e finestre) e colori acrilici opportunamente dosati, seguendo questo tutorial.

Ed eccovi il risultato dopo un'ora di trucco e parrucco (fatto seguendo questo altro tutorial) ^_^

E qua con un mio amico, come notate la serietà non è di casa qua :p CERVEEEEELLOOOOO

Abbiamo fatto una festicciola tranquilla in casa, il tutto sotto la ligia sorveglianza dei fantasmini turbinanti che ci guardavano dalla zucca:

E ora... ora si torna al quilting intenso che si avvicinano un po' di scadenze di concorsi.


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In UK

by Orkaloca ottobre 6 vita di tutti i giorni

In UK there are ladybugs...

...wonderful flowers...

...squirrels all around...

...strange colorful gorilla...

...towers in nowhere...

...magnificient cathedrals...

...sunsets that you don't expect...

...and two mads freely travelling for two weeks ^_^

Yes, you can bet... we really had lot of fun ^_^


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Tornata a casa

by Orkaloca ottobre 6 vita di tutti i giorni

Ehhh si anche per me le vacanze sono finite. Per due settimane abbiamo girato l'inghilterra in auto, saltando di paese in paese, partendo da Londra per arrivare fino a York prima di tornare verso Reading dove, negli ultimi 3 giorni, ho seguito il weekend introduttivo del corso Quilting Judge (giudice di quilt ma in inglese fa più figo :p ).

Approfondirò meglio tutto questo in altri post, per ora ho un avviso da dare.
Prima di partire il mio adorato consulente informatico, nonchè marito, aveva aggiornato la piattaforma su cui gira il sito. Pareva tutto ok, salvo accorgermi ora che in realtà non andava più la mail e che i filtri dei commenti han filtrato anche cio che non dovevano.

Ora la mail è sistemata e i commenti finiti per sbaglio nello spam sono stati recuperati. Dovrebbe andare tutto bene ora, ma se doveste aver problemi coi commenti fatemi un fischio.

Che dire... benritrovati ^_^ Torno al lavoro!


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Rossano 2011


A fine Maggio ho spedito il form di iscrizione per il concorso "profumi d'oriente" di Rossano. 
Due giorni fa la telefonata da parte della responsabile per avvisarmi che il mio quilt è stato ammesso. 
Oggi pomeriggio il corriere è passato a prendere il pacco che ora è in viaggio verso l'altro capo d'Italia.

Ma parliamo un po' di questo concorso, di cio che mi ha insegnato... perchè me ne ha date tante di lezioni.

Lezione 1: Legge dell'ispirazione
Se devi fare un pezzo contemporaneo ti verranno in mente solo quilt tradizionali.
Il concorso "Profumi d'oriente" si articola in due anni, nel 2011 concorrono i quilt contemporanei, nel 2012 i tradizionali. Ecco perchè dovevo fare un contemporaneo, che per altro è pane per i miei denti.
Di solito.
Invece stavolta più ci pensavo e più mi saltavano in mente modelli strettamente tradizionali. Tutti buoni per il prossimo giro, per carità, ma per trovare un'idea per questo ho faticato non poco.
Ho imparato a non dare per scontata la mia vena creativa dominante.

Lezione 2: Un concorso è come un libro, non va giudicato dal titolo.
Quando ho letto il titolo mi son detta "FIGO!" e non c'ho pensato due volte ad iscrivermi.
Poi la tragedia... trovare un tema significativo. Per me almeno. Io non sono capace di cucire cose a caso su una tela e poi dare un nome scelto apposta per rendere il quilt in qualche modo attinente al tema.
No.
Io devo partire con un concetto in testa, il mio lavoro diventa porre in forma visiva un'idea astratta.
E stavolta mi son trovata in difficoltà, forse, perchè io l'oriente non l'ho mai vissuto granchè personalmente. E quel poco che ho vissuto volevo tenerlo per me.
Ho imparato quindi il significato profondo del detto "parla (scrivi/dipingi/quilta/etc) solo di cio che conosci".
Ed ho imparato che il fatto che un tema di piaccia non comporta necessariamente che io abbia qualcosa di profondo da dire su quel tema.

Lezione 3: Idea banale marcisce in fretta
Dato che io cerco sempre di dire qualcosa coi miei quilt, e tento di far si che sia qualcosa di vero, le idee banali con me han vita breve.
Per questo per questo concorso ho sviluppato 3, dico TRE, idee, con tanto di progetto, prove colore etc. 
Le ho sviluppate in sequenza, scartandole tutte una dopo l'altra dopo qualche giorno d'amore.
Le ho scartate perchè erano idee nate per il pubblico, non per me. Per compiacere altri non la sottoscritta.
L'ultima idea è andata oltre la fase progettuale sia perchè oramai non c'era più tempo di cambiare idea, sia perchè tra tutte era la più personale, quindi quella con una possibilità in più di veder la luce perchè parlava di me.
Ho quindi imparato che è inutile perder tempo a progettare idee che non si sentono "giuste" solo perchè teoricamente potrebbero incontrare il favore del pubblico.

Lezione 4: Murphy docet - se qualcosa può andar male lo farà
La nascita di questo quilt è stata travagliata. Tutto quello che poteva andare non dico male ma diversamente dai piani lo ha fatto.
L'acrilico che in teoria dovrebbe aggrapparsi alla stoffa e non lasciarla più nemmeno pagato, e in effetti così ha sempre fatto nella mia esperienza... stavolta invece si è scrostato al risciacquo. (mea culpa, ero convinta di aver lavato la stoffa di fondo appena comprata invece evidentemente no così l'acrilico in alcuni punti non è penetrato nella stoffa a causa della finitura)
Ci sono 3 medaglioni che dovevano essere ben allineati... in realtà uno dei tre è posizionato un pelo più un alto degli altri... e gli manca una fogliolina -_-
Il colore scelto per il trapunto dava un bell'effetto nella prova, fatto sul quilt da un effetto totalmente diverso, dei due colori scelti uno è risultato troppo visibile e l'altro troppo invisibile.
Senza contare poi il filo che ovviamente finisce sul più bello la domenica nel primo pomeriggio quando oramai è tutto chiuso e nulla riapre prima di lunedi pomeriggio (e notare che era los tesso lunedi in cui scadeva il termine per l'invio delle foto -_-
Ho quindi imparato che:
- Non si deve mai iniziare un lavoro con meno di 400mt di filo
- Per quante prove si facciano il risultato su scala maggiore darà un effetto diverso
- La tecnica più collaudata fallirà miseramente sul pezzo più importante
- Non devo dare per scontato di aver lavato della stoffa. Nel dubbio rilavala. Nella certezza... rilavala lo stesso!
E sopratutto: Nella nostra mente ci creiamo un'idea tanto perfetta ed idealizzata del risultato che vogliamo ottenere che qualsiasi cosa faremo non saremo mai soddisfatti ed il minimo imprevisto sembra una tragedia.

Lezione 5: Non tutto il male viene per nuocere
Leggendo il punto sopra potreste pensare che il mio quilt sia una disastro totale. Al primo imprevisto lo pensavo anche io (per la suddetta teoria dell'idealizzazione del progetto).
Ma poi è successo qualcosa. Man mano che lavoravo e che capitavano imprevisti mi son trovata a far pian piano conoscenza con il mio quilt. 
E ad apprezzarlo per quel che è.
Le parti di pittura imperfetta? Danno in realtà un look un po' vintage che sta benissimo, sono ora le parti che mi piacciono di più, anche perchè rendono proprio l'idea dell'antico, che con l'oriente calza a pennello.
La trapuntatura che si vede qua troppo e la troppo poco? In realtà questo si nota solo da vicino, gia a due passi di distanza quel che si vede è un effetto di marmorizzazione dello sfondo che sta un amore, risulta decorativo senza essere invadente.
Ed il medaglione disallineato e senza una fogliolina? E' l'unica vera imperfezione... Ma tanto sapete gia tutti cosa dicevano le Amish no? :p E a ben vedere in realtà nemmeno lui mi spiace.
Ho imparato quindi che a volte un imprevisto non rovina l'idea originale, la migliora anzi. Solo che per vedere questo miglioramento si deve metter da parte la famosa idea perfettissima nella nostra mente.
Non è sempre facile.
Inoltre ho imparato che a volte una imperfezione non rovina il lavoro, lo rende solo più interessante. A volte se non la si fa notare la gente nemmeno la vede.
E sopratutto ci si può divertire a chiede a tutti "trova l'errore" (per inciso ho fatto questo giochino a varie persone e NESSUNO si è accorto della fogliolina mancante eheh)

Ora il quilt è partito e verrà esposto, con gli altri partecipanti al concorso, dal 1 al 7 luglio a Torre S.Angelo di Rossano (CS), ma io non potrò mostrarvi foto fin dopo la mostra.

Ci sono grandi quilter in questa edizione e sinceramente, dato che sono obiettiva, non credo che avrò grandi possibilità di vincere quest'anno. 
Ma in ogni caso per tutto quello che ho imparato penso sia comunque una piccola vittoria personale sulla mia parte perfezionista e castrante.

E poi chissà, magari alla giuria piacerà.
Si sa che io sono ipercritica :p


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Happy Happiness


In England there is a quilt association with nearly 7000 members. It 's the Quilters' Guild of British Islands.

The Quilters' Guild has a beautiful structure, and promotes the quilting culture in various ways pushing the patchwork beyond the "2 hours hobby watching TV".
Its activities are exhibitions, regional newsletters, boursaries, specialist groups, then there is a course ... a two-year course to train certified quilt judges (the only course of this kind in Europe).

The course aims to train quilt judges that will not be intimidated by having to evaluate a others' work and are able to judge critically the quilt, according to a standardized system (the one of the festival of Birmingham) which provides an useful feedback to the author of a quilt.

In short all the stuff that I (and may be every quilter) would like to see in a jurying process.

Gandhi said "Be the change you want to see in the world." Well I took this phrase litterally and at the end of april I sent the application form.

There is a selection of course attendees so I had to fill out a questionnaire about who I am, what I do, how I do it etc... a kind of curriculum, and then I had to wait.
I waited and waited because there was the royal wedding so in England there were extraordinary holidays and not all course tutors were available for review my application.

But today I received THE mail. My hands shook while I opened it

The mail said ....
I am pleased to let you know That the Judging Committee and the Course Tutors Have Looked at your application and now That We Are Able to offer you a place on the Quilt Judging Course 2011-2013.

You can guess how happy I am!

Now I will attnnd an introductory weekend in England, then 2 years of study during which I will be followed by a tutor and I will study in deep six modules. For each of these I will have to write a paper that will be evaluated.

At the end if I'll have met all requirements I'll be a judge :)

And tonight .... ICE CREAM! :9


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Esser se stessi


Ho imparato ad amare i libri prima di imparare a leggere, sono cresciuta circondata da libri di ogni genere, e cio ha fatto si che non avessi più di 11 anni quando mi son imbattuta in S.King.
Amore a prima vista.
Amo i suoi libri, il suo stile, le descrizioni, le storie che sono molto più reali di quanto si possa pensare.

Giusto ieri sera ho finito di leggere il suo ultimo libro "Notte buia, niente stelle", ed arrivata alla postfazione ho trovato spunto per questo post.

Nella postfazione King scrive: "Fin dal principio ho avuto la sensazione che la migliore narrativa fosse propulsiva ed aggressiva. [...] Nei miei lettori voglio provocare una reazione emotiva, quasi viscerale. Il mio scopo non è farli pensare mentre leggono. [...] se la storia è abbastanza buona il pensiero seguirà all'emozione dopo la lettura e a libro gia riposto"

Ecco mentre leggevo queste parole sorridevo, perchè le condivido appieno e trovo che il concetto non sia limitato alla scrittura ma sia applicabile ad ogni forma d'arte.
E' anzi l'esatta filosofia che tengo a mente quando devo progettare un quilt.
Quando progetto un quilt su un argomento la prima cosa che penso non è "cosa vuol dire questo argomento?" ma è "cosa vuol dire questo argomento PER ME?"
Perchè ritengo che solo mettendo le mie emozioni e sensazioni nel mio lavoro queste emozioni e sensazioni si possano riversare nel quilt e dal quilt all'osservatore.

Inoltre raramente i miei quilt sono bucolici, tranquilli, pacifici (il tipo fiorellini-farfalline), più spesso sono viscerali, aggressivi, si impongono col loro significato od il loro impatto sullo spettatore, volendo trasmettere in modo perentorio il loro messaggio, l'emozione che ho loro affidato.
Cio che voglio, quando faccio un quilt, è che lo spettatore nel vederlo resti colpito, spiazzato, affascinato, o anche stupito e perfino sconvolto. Non voglio che pensi al quilt come prima cosa, ma all'emozione che sta provando.
Voglio che i pensieri sul quilt e sul suo significato vengano dopo.

Per riuscire a far questo i miei quilt sono pressochè sempre figurativi, e con pochi fronzoli, perchè parlino alla parte più atavica del cervello, non al più evoluto senso estetico.

Penso sia proprio per questo mio modo d'intendere la mia arte che non riesco a fare quilt astratti. Gli astratti mi piacciono quando li vedo realizzati da altri, ma io non riesco a farne. Così come non riesco a fare pezzi troppo "pasticciati".
Se li vedo mi piacciono molto, ma è un piacere puramente estetico, poichè di rado incontro un'opera astratta che sia in grado di evocare in me emozioni e sopratutto riflessioni.

A volte mi son detta "Silvia devi imparare a fare gli astratti, ti piacciono ma sopratutto piacciono alla gente e vanno di moda"
Ma il mio più profondo io subito si ribella urlando "NO!" No perchè potrei diventare bravissima a fare astratti ma non sarei io.
E credo che più dell'altrui approvazione conti la mia approvazione, e l'esser fedele a me stessa.

Anche se questo è difficile. E' molto più difficile esser se stessi che conformarsi alla moda.

 


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