Tinture fatte


Ed ecco il risultato del giro di tintura di ieri.
Questi sono esattamente le tinture di cui spiegherò  la realizzazione nella dimostrazione che terrò a Bergamo Creattiva il 3 Marzo ^_^


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A day to dye for


Fabric dyeing is addictive. The problem is that it is a game that requires time but especially space, so I don't do it often.

But last week I realized I'm running out of dyed fabric so, voila, I grabbed my Procion dyes and started a Tray-Dye batch.
This techniques is really nice because allows to use little water, without having buckets full of color around, but only the tray in which the fabric lies.

For the curious on Thursday March 3rd I'll make a demo during the craft fair Bergamo Creattiva, Where there will be also a quilt I've made for the collective show "Quiltomanti"

Ohhh I love this one, who knows how it will be once opened *_* 

Ohhh here I feel the dyeing demon... heeeelp XD 


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Marbling video

by Orkaloca dicembre 5 stoffe marmorizzate

Two days ago, in the full of a marbling-raptus, I've made tons of paper sheets, and I've made a video to show you how I've made one of them. :)

Here's the video, if you don't see it down here, click HERE to see it in youtube.


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Marbling

by Orkaloca dicembre 4 stoffe marmorizzate

Marbling is an ancient technique that alow to decorate every surface that's porous enough to take the paint.
Usually it's made on paper but it's possible to marble also fabric and three-dimensional items, for example wooden dishes or boxes and so on.

The basic concept is easy, is a tray there is a syrup-like liquid. On its surface are dripped diluted paints (oils, acrylics, watercolours).
The paints float and spread on the syrup surface. They can be moved and rearranged with combs and raks to form several different patterns, traditional like the one above, or improvised like the one below.

The theory is easy, the reality is all another story.
There are so many variables that can modify the results... for example:
- the chemical that's used to make the syrup can react differently with paper, fabric or wood.
- Every paint, oil, acrylic or watercolour, require a proper diluition
- The same paint can react differently depending on the colour (yellow does't behave like blue)
- The same colour from two brands can react differently (red from brand A doesn't behave like red from brand B)
- The same colour of the same brand behave differently depending on the lot.
- Air and liquids temperature affect the results.
- Results are affected also by the mordant used, which one and how much, the right amount is needed, too much or too little can make a big difference.
- And to add a silly variables, if the tray is a backing tray it can has a coating that prevent colours floating.

Now you can understand that marbling is not an easy task, a successful session is often preceded by hours of frustrating tests.
But when the right recipe is founded, all become awfully funny :)))
And since I've found my right recipe (at least for this session) I've marbled and marbled and marbled, both fabric and paper :)
The photo below shows just a small part of my marbled papers and fabrics, I've made more than a hundred pieces and today I'm going to try to marble bigger piece of fabric.


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Marbling fabrics: phase 5 results

by orkaloca maggio 23 stoffe marmorizzate

I've done some photos at marbled paper and fabrics I've done friday. I'm satisfied. Acrilycs I?ve bought gave to me good results, quite bright colours and nice floatability.
Next time I'd like to try starting from pigments and I'm going to marble only white fabric, not ecru. This time I had only ecru fabrics, that isn't ideal foro colours but for browns, that turned out very nice.
I've learned that thin colour layer on the methylcellulose size give pale colours on paper or fabrics.
I've learned that to have bright colours I've to have paints with high pigments concentration.
I've also tried some patterned marbling, using combs, or trying to do feathers.

 

These are white fabric pieces marbled:

Marbling on common copy paper:

Marbled ecru fabric, colours serie:

Marbled ecru fabric, brown serie... really nice in my opinion:


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Stoffe marmorizzate: fase 4

by orkaloca maggio 21 stoffe marmorizzate

Ed eccomi con qualche foto marmorizzosa :)
Oggi mi son proprio sfogata con questo gel :) La foto qui sopra rappresenta la mia postazione da marmorizzatura, incelofanata più di un pollo arrosto. L'alternativa sarebbe stata avere pittura ovunque, perchè, già, il lavoro è parecchio sporco. Più che altro si schizza un sacco. Ma anche per quello è bello :)

Dopo aver constatato che dei miei colori acrilici i migliori erano quelli di marca pebeo ho deciso di prender altri colori, così oggi son andata a prender i colori di base... bianco, nero, e primari e un viola che mi piaceva troppo. Unitamente ai marroni che gia avevo fanno una bella varietà.

Ho quindi iniziato a giocare con le stoffe, e tante ne ho fatte che alla fine della giornata il gel di cellulosa, che inizialmente riempiva la teglia fin quasi all'orlo, si è ridotto ad uno straterello di solo 1 cm.

Ecco la foto di una stoffa marmorizzata appena estratta dal bagno di colore, e ancora da sciacquare. Il gel che resta sopra rende la stoffa lucida, poi viene sciacquato via ma ne resta sempre un po' sulla stoffa. Questo fa si che le stoffe , una volta asciugate, sembrino cartonate.
Al primo lavaggio il tutto si risolve.

Queste sotto invece sono delle prove di ieri. Notate lo sfondo appena appena rosa... ecco doveva esser rosso. Confrontatelo col rosso della foto sopra. A questo punto può arrivare la differenza di risultato usando diverse marche di acrilico.
E oggi è andata meglio di ieri, son rimasta molto più contenta. Questo gioco ha una curva di apprendimento ripidissima :) Si impara in fretta e difficilmente vengono schifezze. Bellissimo.

Penso proprio che la prossima settimana giocherò ancora un po'... magari procurandomi della stoffa bianca. Questa volta di bianca ne avevo proprio poca così ho usato un vecchio lenzuolo che avevo li proprio per questi giochi. Unico problema: era beige! :p

Cosa ho imparato oggi:
- meglio spruzzare per primi i colori che si vogliono più carichi
- il fiele di bue è una manosanta per aiutare i colori a diffondersi bene... ma ne va usato proprio poco poco.
- quando si risciacquano i pezzi non van sfregati, o il colore ancora bagnato si rovina
- sono ufficialmente una marbling-addicted :p


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Stoffe marmorizzate: fase 3

by orkaloca maggio 21 stoffe marmorizzate

Ve l'avevo detto che oggi pomeriggio ci avrei lavorato, così eccomi qui col resoconto. Purtroppo non ho ancora foto perchè foglio dopo foglio s'è fatta subito sera, ma domani con la luce vi fotografo tutti i miei esperimenti. :)

Ci eravamo lasciati che ero riuscita a fare il bagno denso... oggi il gioco è stato fare le pitture meno dense! E sperimentare varie marche.
La marmorizzazione si fa tradizionalmente coi colori ad olio, ma si può fare anche con inchiostri o acquerelli. Per marmorizzare la stoffa però son meglio gli acrilici.
E per fortuna io di acrilici ne ho ereditati tanti da una nonna un po' pittrice che ora dipinge a olio.

Ciò che è difficile è diluire al punto giusto i colori. Perchè se sono troppo diluiti galleggiano ma si spandono troppo, se sono troppo densi affondano.
E la cosa è complicata dal fatto che il bagno di matilcellulosa risente della temperatura, così se fa caldo lui è meno denso. E ovviamente di cio si deve tener conto quando si diluisce il colore.
Io metto un po' di colore in un bicchierino e aggiungo acqua 1ml alla volta, con una siringa. Aggiungo acqua, mescolo bene, e faccio una prova facendo cadere una goccia di colore in una ciotoletta con un po' del gel di cellulosa. E vedo come reagisce, ed eventualmente aggiungo acqua.

Per mescolare e per spruzzare poi il colore si usano o i pennelli o, ancora meglio, dei "pennelli" di saggina. Si possono far da se. Basta comprare uno scopettino di saggina e tagliarne le setole. se ne fanno ciuffetti che si fermano con due fascette di quelle da elettricista. Et voilà fatto il pennello di saggina.

Sembra tutto complicato, ma io ho notato che dopo poco si prende la mano, e sopratutto l'occhio, e si riesce a trovare la giusta diluizione.
C'è comunque da considerare la singola marca di acrilico. Io ho provato varie marche, ma le uniche che mi han dato buoni risultati sono state la Pebeo e la Liquitex. Peccato che non ho molti colori... mi sa che dovrò fare shopping.

Cosa ho imparato oggi:
- Ogni colore è una forma di vita autonoma a se stante... fa quel che gli pare :p
- I colori scuri van messi per primi perchè si diffondono meno
- Gocce di colore spruzzate con troppa forza affondano anche se sono della giusta densità
- Una volta fattaci la mano marmorizzare è un processo veloce, rende bene, e sopratutto... da dipendenza! :p

Domani andrò a prendere qualche colore nuovo e farò altre prove.


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Stoffe marmorizzate: fasi 1 e 2


Il processo creativo richiede prove, errori, riprove, rierrori, e infine se tutto va bene si inizia a vedere qualche risultato.
Spesso non ci si pensa. Si pensa che chi crea abbia la scienza infusa e sappia gia esattamente cosa fare.
In realtà chi crea prima di ottenere un risultato decente passa ore e ore non solo a documentarsi, ma anche a fare prove e tentativi. Questi nella migliore delle ipotesi danno risultati deludenti... a volte son proprio demoralizzanti.

Il mio nuovo schizzo creativo è la marmorizzazione della stoffa, e per mostrarvi cio di cui sopra ho deciso di raccontare passo passo questa avventura.

Il mio interesse per la marmorizzazione, in verità, nasce in tenera età. Da bambina mi piaceva sfogliare certi libri di "fai da te" che aveva nonna, ed in uno di questi era descritto il procedimento per marmorizzare.
Mi pareva una cosa fantascientifica, anche per i soli materiali. Lichene islandico??? E che è? Dove si prende? E sopratutto chi mai prenderebbe sul serio una decenne che chiede del lichene islandico?

Per fortuna la tecnica è andata avanti ed ora è possibile marmorizzare senza dover andare in islanda a raspare licheni dai sassi. :)

La tecnica della marmorizzazione si basa su un principio semplice: un fluido meno denso galleggia su uno più denso. Così se si fa galleggiare della pittura su un bagno più denso, e poi vi si poggia sopra un supporto (carta o stoffa) la pittura si trasferisce dal bagno al supporto.
Questa è la teoria, molto facile. Ben altra cosa è la pratica. Ecco la mia avventura:

FASE 1:

Ricercando ricercando scopro che il bagno denso si fa aggiungendo all'acqua un agente addensante. Tutte le informazioni mi riportano sempre agli stessi due: carragenina o metilcellulosa. Sono entrambi additivi alimentari e si possono recuperare in farmacia.
Io però ho fretta, voglio assolutamente provare, così penso che li sul tavolo ci sono giusto giusto 4 mattonelle di gelatina di agar, fatte per un altro progetto creativo. La gelatina di agar torna liquida se scaldata. Inoltre l'agar è estratto da un'alga, così come la carragenina.
La mia mente malefica dunque ha ben pensato di scaldare l'agar e diluirlo bene bene in modo che, una volta raffreddato, rimanesse liquido ma denso.
Questo secondo me.
L'agar aveva un'altra opinione, e l'ha dimostrata continuando a produrre gelatina anche ad alte diluizioni.
L'ultima gelatina ottenuta era però ad un passo dall'essere liquida così ho deciso che l'avrei obbligata ad esser tale. Mi son armata di minipimer ed ho frullato tutto.
Ho ottenuto così il mio bagno denso.
Diluisco il colore, provo a porne una goccia sulla superficie del bagno di agar... il colore fa di tutto tranne che galleggiare ordinatamente! Fa grumi, affonda, galleggia ma si divide, è pallido pallido...

Butto tutto e penso che sia meglio aspettare il giorno dopo e prender la metilcellulosa.

Cosa ho imparato:
- Se tutte le istruzioni indicano solo due composti un motivo c'è! -_-

FASE 2:

Vado in farmacia e chiedo la metilcellulosa. La farmacista oramai è abituata alle mie stranezze e non obietta, me la ordina.
Dopo qualche giorno vado a ritirarla, felice come una pasqua, me la porto a casa, la metto sul tavolo e le dico "a noi due!"
Seguono due ore di ricerca su come fare il gel di cellulosa, perchè ogni sito ha le sue dosi e procedure. Quel che capisco al volo è che non sarà così semplice. La metilcellulosa, infatti, è estremamente schizzinosa. Vuole l'acqua assolutamente non calcarea e a pH neutro. Ma non solo... per sciogliersi vuole che l'acqua venga prima alcalinizzata e poi acidificata.
Dato che non ho dell'acqua demineralizzata a casa opto per quella di rubinetto.
Recupero un test del pH risalente a quando avevo l'acquario e scopro che la mia acqua è a pH 8. Male malissimo!
Inoltre la mia acqua è dura da paura. Ancor più male malissimo!
Metto allora la quantità di acqua che mi serve nel pentolone in cui farò il gel ed aggiungo del calgon per eliminare la durezza.
Dopo cio aggiungo, cucchiaino per cucchiaino, dell'aceto, testando ogni volta il pH, fino ad averlo neutro.
Quindi calcolo la dose di metilcellulosa e la verso nell'acqua mentre ci do dentro di frullino elettrico.
Risultato teorico: una sospensione biancastra di cellulosa.
Risultato effettivo: una marea di grumi bianchi gelatinosi -_-
Ma non mi arrendo e inizio la fase successiva, l'alcalinizzazione. Sempre frullando aggiungo poco per volta ammoniaca. I grumi pian piano si sciolgono (finalmente qualcosa che va come teoria vuole) ed il gel inizia ad addensarsi.
Quando ho sciolto quasi tutti i grumi passo all'acidificazione, aggiungendo poco per volta aceto.
C'è voluta una serata ma alla fine ce l'ho fatta: ho ottenuto il mio gel sciropposo di cellulosa (ed una cucina piuttosto disordinata)

Cosa ho imparato: Forse è meglio partire dall'acqua demineralizzata, ma ora che ho scovato le dosi per la mia acqua penso sia meglio non sperimentare altro.

Restate connessi, che oggi pomeriggio affronterò la fase 3 ^_*


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