100 days project

by Admin agosto 21 being artist * lavori in corso

Tanto per fare una cosa che rimetta in moto un po' di creatività sopita, ho deciso di iscrive

organza

Tanto per fare una cosa che rimetta in moto un po' di creatività sopita, ho deciso di iscrivermi al 100 days project.

Di progetti così ve ne sono tanti, questo in particolare parte una volta all'anno e si conclude, volendo, con uno show.
Il concetto è semplice. Scegli un piccolo gesto, ripetilo ogni giorno per 100 giorni e documenta la cosa.
Può essere qualsiasi cosa. Può essere fare un esercizio fisico, una cosa creativa... ho visto una artista scegliere semplicemente di disegnare un cerchio.

Ecco io ho scelto di sperimentare e creare forme tridimensionali con l'organza.

Mi son data delle regole:
- si parte sempre da un quadrato di stoffa 10x10cm
- tempo massimo consentito 20 minuti
- niente progettazione prima
- la stoffa può essere manipolata e fissata in ogni modo... filo, colla... 
- si possono aggiungere "cose" (materiali, abbellimenti)

Lo scopo è arrivare ad avere 100 forme, e aver preso, si spera, confidenza con questa stoffa in vista di un impiego futuro per una idea che ho in mente.
Il difficile sarà esser costante arrivando alla fine dei 20 giorni, fronteggiare la mia incapacità di improvvisare e sospendere l'autocriticismo e l'eccessivo perfezionismo.

E' una sfida, vediamo che ne esce. Intanto ho preso le organze. Ho del blu, del lilla e la meraviglia cangiante che vedere sopra... lilla/verde a seconda di come cade la luce.

Il primo giorno sarà il 24... pronti?


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A day to dye for


Fabric dyeing is addictive. The problem is that it is a game that requires time but especially space, so I don't do it often.

But last week I realized I'm running out of dyed fabric so, voila, I grabbed my Procion dyes and started a Tray-Dye batch.
This techniques is really nice because allows to use little water, without having buckets full of color around, but only the tray in which the fabric lies.

For the curious on Thursday March 3rd I'll make a demo during the craft fair Bergamo Creattiva, Where there will be also a quilt I've made for the collective show "Quiltomanti"

Ohhh I love this one, who knows how it will be once opened *_* 

Ohhh here I feel the dyeing demon... heeeelp XD 


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Inspired to Design

by Orkaloca maggio 20 being artist

Dato che a fine anno la QuiltUniversity (sito famoso per i suoi corsi online di alto livello) chiuderà, mi son decisa a fare ora i corsi sui quali nicchiavo da un po' :)
In queste settimane sto partecipando al corso "inspired to design" tenuto da Elizabeth Barton. Il corso ha lo scopo di guidare i partecipanti attraverso il processo di elaborazione, selezione e realizzazione di unquilt dal design non casuale, partendo da una prima ispirazione.

Al momento stiamo giocando con la manipolazione delle linee di schizzi e bozze.

Senza pensarci troppo su

Col solo scopo di avere un sacco di campioncini tra cui poi scegliere

Io non sono tanto per l'astratto e le manipolazioni che stiamo tentando attualmente portano in quella direzione, ma son curiosa di vedere cosa ne uscirà alla fine :)


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Foto vs sketch

by Orkaloca maggio 19 being artist

Quando vedo qualcosa di ispirevole di solito scatto una foto.

Se uso solo la macchina fotografica sento che mi perdo qualcosa, ma la maggior parte delle volte quando vedo qualcosa che mi ispira sono impegnata a fare altro.
Ho sempre con me sia la macchina che lo sketchbook ma di solito capita che le cose interessanti io le veda quando sto correndo da un posto all'altro e non ho tempo di fermarmi a fare uno schizzo.
Oppure sono in giro con amici o col marito e non posso dire "ok fermiamoci qua 40 minuti che devo proprio fare uno schizzo di questa crepa nel muro"
In questi casi il modo più comodo e pratico per portare con me l'ispirazione è fare un veloce click.

Diverso è se sono in giro con l'intento di cercare ispirazioni, se sono da sola o se ho del tempo da impiegare, ad esempio perchè sto aspettando qualcuno.
In questi casi mi piace tirare fuori l'album e disegnare.
Poi faccio anche la foto, ma prima di tutto il disegno.


"Vite di giada" - foto e veloce sketch - giardino botanico di Edimburgo


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Quilt Judging Course: the design

by Orkaloca agosto 1 being artist * Judging

I miei lettori più affezionati gia lo sapranno, da ottobre scorso è iniziata la mia avventura per guadagnarmi la certificazione come giudice internazionale di quilt e arte tessile.
Il corso, organizzato dalla Quilters' Guild of British Islands, terminerà nel 2013 e in questi due anni di studio richiede di affrontare 6 "moduli". Al trmine dello studio di ognuno si deve presentare una tesi.
Il lavoro è intenso, lungo e duro, forse più del previsto, ma molto interessante. Sto imparando tante di quelle cose e acquisendo una grande consapevolezza riguardo l'opera artistica.

Il secondo modulo, finito giusto ieri, richiedeva di studiare gli elementi dell'arte e i principi del design.
Beh vi dico che solo per il colore ho un libro monotematico di 160 pagine.
Solo sul colore.

Altra richiesta del modulo è stata visitare una mostra d'arte, scriverne una dettagliata presentazione e redigere la critica per 5 opere esposte.
Se non fosse stato per questo mi sarei persa una bellissima mostra di arte contemporanea a Milano.

Ora la tesina è andata, attendo la valutazione, ma questo lavoro mi ha lasciato la voglia di approfondire e chissà magari aprire un nuovo capitolo in questo mio blog.

Ma per oggi mi rilasso :)


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Contemporaneo... chi era costui

by orkaloca marzo 28 being artist * Art Quilt

In questi giorni c'è una discussione piuttosto accesa sulla mailing list della QuiltArt, a riguardo del giornale "Quilting Arts" e di cosa la gente vuole, contro cioc he il giornale offre.

Discutendo qualcuno ha detto una cosa che mi ha fatta pensare. Ha detto "I see how many young quilters are starting - doing what they call "modern" quilts - which veterans might read as "quick and easy" quilts". (Vedo giovani quilter che iniziano facendo quilt che chiamano "moderni" ma che agli occhi dei veterani sono solo quilt "facili e veloci")

So che è facile vedere in giro quilt fatti semplicemente con blocchi tradizionali super-allargati o modelli tradizionali fatti con colori non comuni (nero e batik accostati per dirne una), e so che spesso questi vengono chiamati quilt "moderni" o contemporanei, anche se in fondo sono solo quilt tradizionali leggermente rivisitati.

D'altra parte, però, ho visto (ed ho fatto) quilt che al primo sguardo sembrano molto semplici, con pochi pezzi invece che milioni, ma che non sono così vicini al tradizionale e, sopratutto, il cui aspetto semplice è in realtà il prodotto di giorni o settimane spese in progettazione.

Giusto per fare un esempio prensiamo il mio "ceci ne sera pas un papillon":

Se lo guardate è piuttosto "semplice"... lo sfondo è composto di soli 7 grandi pezzi, poi è stato solo trapuntato, la pittura è stata schizzata apparentemente a caso, quindi ho solo applicato dei bozzoli e 3 farfallette. Fine. Non sembra nulla di complicato, e di certo non è nulla che ricordi nemmeno lontanamente i quilt artistici pieni di colori, stoffe, filati, manipolazioni, etc etc.

Ma per assemblare questo "semplice" quilt ci ho messo pochi giorni, ho speso invece settimane per pensare ad un soggetto significativo, per immaginare come riportarlo sulla stoffa, per far le prove per ottenere le farfalle perfette, per contattare gente in giro per trovare i bozzoli, e quindi disegnando cancellando e poi disegnando ancora per trovare il perfetto layout.

Quindi ecco il mio pensiero:

Semplice non vuol dire facile
Veloce non vuol dire fatto a caso
Quilt contemporanei posso sembrare "semplici e veloci" a prima vista, ma questo non vuol dire che la loro costruzione ed il loro significato siano semplici, facili, veloci, banali.

Quale è la vostra idea a riguardo? Cosa pensate di questi quilt contemporanei che si collocano tra il tradizionale e l'artistico?
Ditemi la vostra ^_^


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QRcode on labels


To create is beautiful but it takes time, planning, passion, patience... but all these efforts are worthless if our creations doesn't tell about us.
Our creations can tell about us through the style, or colors, but they should tell about us even more directly.
What are worth the hours spent to advertise on websites, blogs and so on, if those who see our creations haven't a way to know that we made them? If who own our creations has no way to tell his friends "I bought this from Orkaloca and this is her site?"

We cannot pretend that our customers remember our name or site. For these reasons it's very important to label our creations, transform them in a sort of "business card".

You can make a label in several ways but it will be almost always small (I'm not speaking about quilt labels but garments, bags, small art, etc). A small label doesn't allow you to enter all our data.
Write your name and maybe your website is a good idea, but what if you'd be able to put on a small label all your infos such as phone number, email, and so on?

Thinking to this I have decided to change my labels. I removed my logo, nice but not very useful, I left my website and few words about what I do, but most important I implemented a QR-code in my labels.
I printed them on fabric and they turned out terribly stylish:

QR-codes are bidimensional "bar codes" that allow you to store lots of data in a small space.
For example in the QR-code that you see in my tag I've stored my name and business name, address, website, email and phone number.
Ultimately it is a complete business card compressed in a space of 3x3cm, including words.

 

QR-codes can be generated by specific generators you can find online, and to read them all you need is a smartphone (like i-phone, htc, etc, now more and more common).
New generation smartphones come with a code-reading program, for older smartphone it's possible to install a reading program.

Now if a potential customer sees one of my creations he can take out of his pocket his smartphone, turn on the code-reader and frame my label with his smartphone camera. The reader decrypts the code showing all my data.
The potential client can then decide if he wants to save my data, or call me, e-mail me or open his browser and visit directly my site. All this in less than 3 seconds.

I find QR-codes full of potential, and I've added one on my business card also, and I'll put them on my future quilt labels.
However I will keep writing clearly my website address, because not everyone have a smartphone. ^_^


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Descrizione tecnica ed artistica

by orkaloca marzo 14 being artist * show

Nel momento in cui creo un quilt per uno show sono un'artista.
Nel momento in cui vado a vedere uno show sono una spettatrice.
Che io fossi nei panni dell'artista o della spettatrice c'è una cosa della quale ho sentito molto la mancanza in ogni singolo show cui ho partecipato o che ho visitato qui in Italia:  una descrizione tecnica e artistica che accompagni ogni pezzo in mostra.

Per chi non fosse dell'ambiente lasciatemi spiegare.
La descrizione tecnica di un'opera consiste nella spiegazione dei materiali e delle tecniche utilizzate per realizzare un dato lavoro. Ad esempio per il mio quilt di VeronaTessile io avevo scritto "seta, lana, bozzoli di baco, cucito a macchina, trapuntato a macchina, applique tridimensionale, acrilico".
La descrizione tecnica viene sempre chiesta nei bandi di concorso, sia stranieri che italiani.

La descrizione artistica è invece una spiegazione che l'autore da della propria opera. Spiega perchè ha fatto cio che ha fatto, magari cosa voleva dire, che ispirazione ha avuto, e sopratutto come ha interpretato il tema del concorso o dello show.
La descrizione artistica l'ho sempre vista chiedere nei concorsi stranieri (chi la vuole di mezza pagina, chi di massimo 25 parole, ma l'ho sempre vista) mentre non l'ho mai incontrata nei bandi italiani.

Negli show cui ho partecipato e/o assistito non ho mai visto affiancare ai lavori una spiegazione artistica, e raramente quella tecnica.
E trovo che questo sia un peccato perchè, a mio avviso, queste due cose sono fondamentali perchè ogni lavoro venga capito ma sopratutto apprezzato.

Faccio alcuni esempi pratici.
Ieri a Verona mi è stato chiesto di cosa fossero fatti i bozzoli sul mio quilt. "Seta" ho risposto.
Ma questa risposta non è stata sufficiente, perchè subito mi è stato ribattuto "si ho capito ma come hai fatto a farli?"
Così ho compreso il malinteso e ho risposto "oh ma non li ho fatti io, li ha fatti il baco"
Non posso descrivere l'espressione di stupore di questa persona quando ha realizzato che erano proprio bozzoli veri e non riproduzioni.
Se ci fosse stata una descrizione tecnica riportante tra i materiali "bozzoli veri" il dubbio non ci sarebbe stato.

Ancora, ho visto quilt bellissimi e tecnicamente meravigliosi, con stoffe tinte a mano, dettagli aggiunti con vari tipi di vernici o materiali, venir sottovalutati dai passanti perchè ignari del gran lavoro che ci fosse dietro quei pezzi apparentemente semplici e spogli.

Per quanto riguarda la descrizione artistica a volte è fondamentale per capire un lavoro che altrimenti sembra non dire nulla.
E' vero che una descrizione artistica potrebbe togliere al visitatore il piacere di dare una propria interpretazione, ma un visitatore con questo intento potrebbe semplicemente non leggere tale descrizione o farlo solo dopo aver deciso la propria interpretazione.
Altri potrebbero invece aver pronta una chiave di lettura.

Ad esempio a Verona ho visto un quilt del concorso che mi ha lasciata spiazzata, non son ancora riuscita a trovarvi un senso. Io son certa che chi l'ha fatto ha voluto esprimere qualcosa, ma cosa? Perchè ha scelto proprio quei colori? Quelle linee e forme? Io avrei voluto saperlo, invece non avendo una chiave di lettura mi rimane solo la sensazione di aver visto un quilt "fatto a caso"

Ecco perchè mi piacerebbe moltissimo che anche negli show italiani prendesse piede l'abitudine di affiancare ai lavori, oltre al nome dell'artista ed al titolo, anche due righe di spiegazione tecnica e artistica.

Perchè così chiunque potrebbe saperne di più e non vi sarebbe più il rischio di sottovalutare quilt all'apparenza semplici o di reputare "fatti a caso" quilt che invece hanno alle spalle una fase di lunga ricerca preliminare e un significativo perchè.

 

 


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Esser se stessi


Ho imparato ad amare i libri prima di imparare a leggere, sono cresciuta circondata da libri di ogni genere, e cio ha fatto si che non avessi più di 11 anni quando mi son imbattuta in S.King.
Amore a prima vista.
Amo i suoi libri, il suo stile, le descrizioni, le storie che sono molto più reali di quanto si possa pensare.

Giusto ieri sera ho finito di leggere il suo ultimo libro "Notte buia, niente stelle", ed arrivata alla postfazione ho trovato spunto per questo post.

Nella postfazione King scrive: "Fin dal principio ho avuto la sensazione che la migliore narrativa fosse propulsiva ed aggressiva. [...] Nei miei lettori voglio provocare una reazione emotiva, quasi viscerale. Il mio scopo non è farli pensare mentre leggono. [...] se la storia è abbastanza buona il pensiero seguirà all'emozione dopo la lettura e a libro gia riposto"

Ecco mentre leggevo queste parole sorridevo, perchè le condivido appieno e trovo che il concetto non sia limitato alla scrittura ma sia applicabile ad ogni forma d'arte.
E' anzi l'esatta filosofia che tengo a mente quando devo progettare un quilt.
Quando progetto un quilt su un argomento la prima cosa che penso non è "cosa vuol dire questo argomento?" ma è "cosa vuol dire questo argomento PER ME?"
Perchè ritengo che solo mettendo le mie emozioni e sensazioni nel mio lavoro queste emozioni e sensazioni si possano riversare nel quilt e dal quilt all'osservatore.

Inoltre raramente i miei quilt sono bucolici, tranquilli, pacifici (il tipo fiorellini-farfalline), più spesso sono viscerali, aggressivi, si impongono col loro significato od il loro impatto sullo spettatore, volendo trasmettere in modo perentorio il loro messaggio, l'emozione che ho loro affidato.
Cio che voglio, quando faccio un quilt, è che lo spettatore nel vederlo resti colpito, spiazzato, affascinato, o anche stupito e perfino sconvolto. Non voglio che pensi al quilt come prima cosa, ma all'emozione che sta provando.
Voglio che i pensieri sul quilt e sul suo significato vengano dopo.

Per riuscire a far questo i miei quilt sono pressochè sempre figurativi, e con pochi fronzoli, perchè parlino alla parte più atavica del cervello, non al più evoluto senso estetico.

Penso sia proprio per questo mio modo d'intendere la mia arte che non riesco a fare quilt astratti. Gli astratti mi piacciono quando li vedo realizzati da altri, ma io non riesco a farne. Così come non riesco a fare pezzi troppo "pasticciati".
Se li vedo mi piacciono molto, ma è un piacere puramente estetico, poichè di rado incontro un'opera astratta che sia in grado di evocare in me emozioni e sopratutto riflessioni.

A volte mi son detta "Silvia devi imparare a fare gli astratti, ti piacciono ma sopratutto piacciono alla gente e vanno di moda"
Ma il mio più profondo io subito si ribella urlando "NO!" No perchè potrei diventare bravissima a fare astratti ma non sarei io.
E credo che più dell'altrui approvazione conti la mia approvazione, e l'esser fedele a me stessa.

Anche se questo è difficile. E' molto più difficile esser se stessi che conformarsi alla moda.

 


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Stage fright



(img from google. If you're the owner contact me for credits)

When I'm quilting and no one is looking:
points of equal lenght and distance
I'm quite fast
I can do beautiful knots
the thread stay
straight

When I'm quilting and a person stops to look:
points magically stretch
I'm fast like a slow sloth
knots become triple bows
thread become a Gordian knot

I hate the stage fright!


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